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Avevodettismo
E’ da diverso tempo che le pagine di questo periodico parlano della rivoluzione dell’Ip che dovrà prima che poi interessare tutti gli operatori dei settori dei media, dalla tv alla radio: ebbene, il passaggio sta iniziando a diventare reale proprio adesso.
Dopo aver visto decine di piccole piattaforme online per l’on-demand, fornite soltanto di alcuni contenuti in differita, è un colosso come Sky a lanciare per primo il sasso: a partire dal 2018, la pay tv di Murdoch nel Regno Unito, sarà identica sia in Ip che via satellite. Il mezzo per le trasmissioni col protocollo internet è il servizio Sky Q, esistente già oggi ma con un’offerta che non include i contenuti considerati premium, sempre stati esclusiva satellitare. Questo vuol dire che chiunque deciderà di abbonarsi a Sky in UK, dal 2018, non necessiterà più di una parabola ma potrà ottenere lo stesso servizio con il piccolo decoder Ip. Una svolta epocale, che visti i costi per il cliente decisamente più contenuti, potrà lentamente traghettare la compagnia verso l’adozione di un nuovo standard: internet.
27/01/2017