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La svolta (finally!)

Era inevitabile, ma soprattutto auspicabile: la smaterializzazione dei confini delle comunicazioni elettroniche, dovuta al progressivo sviluppo della veicolazione di contenuti attraverso web e satellite, ha determinato un intervento regolatore dall'alto, cioè internazionale.
Ecco quindi comparire il Codice delle comunicazioni elettroniche europeo, presumibile preludio ad una legislazione di caratura mondiale che dovrebbe normalizzare il comparto dei media elettronici con regole tendenzialmente uniche. Il testo normativo comunitario avrà la forma di una Direttiva, che necessiterà quindi di una norma di recepimento in ognuno dei paesi membri dell’UE (sarebbe forse stato più adatto un Regolamento, stante la sua diretta applicabilità immediata, ma si possono comprendere le esigenze di adattamento specifiche di ogni Stato). Ora il provvedimento è nella fase ascendente del diritto comunitario, essendo al vaglio dei parlamenti nazionali, che dovranno esprimersi entro metà dicembre, con ciò determinando una possibile emanazione del testo entro la tarda primavera del 2017 con conseguente recepimento nel nostro ordinamento nel 2018. Siamo alla vigilia di una svolta epocale: stand still! (ordina l'UE).

04/11/2016