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Mamma, ho perso la radio!
Alzino la mano coloro che hanno ancora un ricevitore radio in casa! Non ci avevate pensato, eh? Eppure di quello che era l’elettrodomestico più diffuso fino alla fine degli anni 90 (quando fu superato in termini numerici dalla tv) non c’è quasi più traccia, quantomeno tra gli under 50.
Eppure il medium radiofonico continua ad essere ascoltato dalla stragrande parte degli italiani. Solo che ne fruiscono con l’autoradio (per l’80%), oppure tramite i vari device elettronici (pc, smartphone, tablet, ecc.) e, ironia della sorte, proprio attraverso la tv. Evoluzione beffarda, se si pensa che autorevoli osservatori negli anni ’70 si ergevano a cassandre della moritura radio, che a dir loro, di lì a poco, sarebbe stata archiviata da un mezzo che alla componente audio ne aggiungeva un’altra molto più seducente e coinvolgente. Non è andata così; e non andrà nemmeno come preconizzano i profeti del consumer elettronico: a dispetto di pc e compagnia di dispositivi cantante, la tv continuerà a dominare a lungo i salotti, dando un considerevole supporto alla radio, per la quale, grazie alle piattaforme DTT, Sat e IP (Smart) è diventata il successore dell’antico ricevitore AM/FM casalingo. Peccato solo che gli editori radiofonici non se ne siano quasi accorti…
09/12/2016