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Salti mortali
Avete presente l’avviso di YouTube “potrai andare direttamente al video tra 4-3-2-1 secondi”? A parte i casi dei trailer di film d’interesse o dello spot del balletto TIM, quanti sono coloro che non sfruttano l’opportunità del salto?
Le statistiche dicono pochissimi. Così pochi, che YouTube ha deciso di sopprimere l’inefficace spottone da 30” per far posto dal 2018 a spot di soli 6” e 20”, ma insaltabili. I più si saranno però chiesti perché YouTube abbia inserito la possibilità dello spot jumping, che apparentemente è un ostacolo all’efficacia della sua pubblicità e quindi un danno per i suoi inserzionisti. La spiegazione risiede nella constatazione che la costante del web è l’impazienza: 30” sulla rete sono un'eternità; un deterrente addirittura a visionare il contenuto d'interesse. Eppure quegli stessi 30” in tv o in radio non sembrano poi così lunghi… Specificità del medium: quello che è tollerabile in tv o in radio non lo è sul web. E viceversa. Eppure sembra un concetto così complesso da risultare disatteso anche da blasonati siti d’informazione, che, con fastidiosissime mitragliate di pop-up, filmati non jumpabili, rimbalzi su siti non richiesti e banner con X di chiusura invisibili, linkano la propria morte editoriale.
24/02/2017