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DTT. Via le tv da 700 MHz entro 2020. Spiraglio deroga per 2022. Entro 2017 accordi transfrontalieri

Come già reso noto in altro articolo anticipativo, il Parlamento europeo, il Consiglio UE e la Commissione europea hanno rconcluso il 14/12 un accordo politico su un approccio coordinato a livello di Unione Europea per l’uso della banda 700 MHz (694-790 MHz) e UHF (470-790 MHz). L’accordo si basa sulla proposta di decisione presentata dalla Commissione nel febbraio scorso.
“Oggi abbiamo fatto un primo passo avanti adottando un progetto comune per l’uso della banda dei 700 MHz nell’UE. Sarebbe opportuno spingersi oltre e questo è uno degli obiettivi principali del nostro nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche e del piano d’azione per il 5G presentato all’inizio dell’anno”, ha dichiarato Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione responsabile per il Mercato Unico Digitale (DSM).“L’apertura coordinata della banda dei 700 MHz è un importante passo avanti nel percorso dell’Unione verso il 5G”, ha precisato Günther H. Oettinger, commissario per l’Economia e la società digitali. Come già illustrato, la proposta della Commissione prevede che la banda dei 700 MHz dovrà essere assegnata agli operatori di telefonia mobile e resa disponibile per l’uso della banda larga senza fili entro il 30/06/2020 in tutti gli Stati membri dell’UE, "salvo deroghe debitamente giustificate fino al 30/06/2022", puntualizza Confindustria Radio Tv in una nota sulla questione, in relazione al fatto che gli Stati membri adotteranno e renderanno pubblici i loro piani nazionali per la messa a disposizione della banda entro il 30/06/2018, mentre entro la fine del 2017 dovranno concludere accordi di coordinamento transfrontaliero. La banda al di sotto dei 700 MHz (470-694 MHz) attualmente utilizzata per la televisione digitale terrestre e per i microfoni senza fili nella realizzazione di programmi e per eventi speciali resterà disponibile in via prioritaria, per la radiodiffusione fino al 2030, “Tutelando in tal modo il modello audiovisivo europeo. La Commissione riesaminerà l’uso di questa banda per garantire un utilizzo efficiente dello spettro”, spiega il comunicato interistituzionale UE. "L’approccio coordinato previsto dalla decisione si ricollega alle proposte più ampie della Commissione volte a ridurre le divergenze tra le prassi normative e a potenziare il coordinamento nell’assegnazione dello spettro radio, come indicato nel progetto di Codice europeo delle comunicazioni elettroniche nel settembre scorso. Il Codice, fra l’altro, propone licenze di lunga durata, requisiti più rigorosi per l’uso efficiente dello spettro. Soprattutto propone soprattutto di coordinare i parametri di base, inclusi i tempi di assegnazione, e una maggior convergenza delle politiche nazionali in materia di spettro. Il Consiglio e il Parlamento europeo (commissione ITRE) avevano raggiunto una posizione comune, rispettivamente, il 26 maggio e il 10 novembre di quest’anno. Entrambe le istituzioni dovrebbero approvare formalmente l’accordo nelle prossime settimane. L’accordo, sarà il primo concluso nell’ambito della strategia per il Mercato Unico Digitale (DSM) presentata dalla Commissione nel maggio 2015", illustra Confindustria Radio-Tv. (E.G. per NL)
17/12/2016 09:56
 
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