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Editoria. Gruppo Espresso: 80 mln di ricapitalizzazione per fusione “Repubblica-Stampa”

L’attesa per l’integrazione Espresso-Itedi decisa il primo agosto dello scorso anno è ormai prossima ad una conclusione. "L'accordo segna una svolta importante per il Gruppo Espresso che avvia oggi un nuovo percorso di sviluppo, garanzia di un solido futuro in un mercato difficile. La missione di questa casa è sempre stata l’editoria, al servizio di una crescita civile del Paese. Con questa operazione, l’impegno viene riconfermato e accresciuto".
Queste le dichiarazioni rilasciate da Carlo De Benedetti (Presidente Gruppo Espresso) lo scorso marzo in merito alla fusione, alle quali si aggiungono le parole dell’a.d. del Cir (Compagnie Industriali Riunite, azionista di controllo del Gruppo Espresso) Monica Mondardini: “Si tratta di un accordo di grande valore industriale per il Gruppo Espresso, che con l'ingresso di due testate autorevoli e radicate come La Stampa e il Secolo XIX si rafforzerebbe ulteriormente, riaffermando il proprio primato nella stampa quotidiana italiana”. E ancora, John Elkann (Presidente Itedi) all’agenzia ANSA: “L’integrazione permetterà a La Stampa di essere parte del più grande gruppo d’informazione multimediale in Italia e di disporre dei mezzi per continuare a fare il miglior giornale possibile. Quella che viene offerta alla Stampa, con la creazione di questo gruppo è una grandissima opportunità”. Il 27 aprile, è previsto un incontro per l’approvazione dei conti relativi al primo trimestre del 2017 e all’intero anno del 2016, al quale parteciperà tutto l’apparato dirigente di L’Espresso (De Benedetti insieme a Mondardini). Nel frattempo l’editore di Repubblica, che chiude il bilancio 2016 con 10,4 mln di risultato netto (in contrasto con i 17 mln registrati nel 2015), decide per una ricapitalizzazione di 80 mln riservata proprio alla futura fusione: Fca Fiat e Italpress (editrici dei quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX insieme a Itedi), una volta conclusa l’integrazione, deterranno rispettivamente il 14,63% e il 4,37% del nuovo polo editoriale (Fca poi distribuirà la quota ricevuta ai possessori delle sue azioni ordinarie), mentre al Cir verrà corrisposta una percentuale pari al 43,4%; in definitiva Cir, Exor e Italpress, alla fine, controlleranno insieme il 52% del nuovo gruppo post fusione. Ma Espresso e Itedi, prima di cantar vittoria, dovranno aspettare i verdetti dell’Antitrust e dell’Agcom (la quale, dopo una valutazione preliminare, ha già espresso un primo via libera a favore della fusione lo scorso ottobre): il primo è volto a verificare se l’integrazione delle due società comporti una violazione del divieto di posizione dominante nel mercato editoriale; la normativa Antitrust stabilisce infatti che “ai fini di prevenire la costituzione di oligopoli, la soglia di definizione della posizione dominante è stabilita dal legislatore in tre percentuali riferite alla tiratura annua: il 20% della tiratura nazionale, il 50 % delle tirature interregionali (nord-est, nord-ovest, centro, sud e isole), il 50% del numero di testate regionali” (Art. 4, legge 416/1981, sostituito dall’art. 3, legge 67/1987); il secondo, mira invece a verificare se la fusione delle due società possa comportare la nascita di un monopolio (o quasi) in termini di raccolta pubblicitaria (specie nelle provincie di Torino e Genova) a causa dell’integrazione tra le attività delle due concessionarie Manzoni e Publikompass, che fanno capo rispettivamente una al Gruppo Espresso e l’altra alla società editrice Itedi. Antitrust e Agcom hanno aperto un’istruttoria subito dopo aver ricevuto notifica della volontà di fusione da parte dei due protagonisti della vicenda (De Benedetti per L’Espresso e John Elkann per Itedi) per avviare le dovute valutazioni, e i cui responsi sono attesi per il mese corrente. Si saprà quindi a breve se De Benedetti ha mantenuto la sua promessa: “Arriveremo al closing rispettando i limiti Antitrust. La legge prevede un limite del 20% della tiratura. Oggi i quotidiani dei due gruppi raggiungono il 23%. Lavoreremo sulle tirature per arrivare al 31 dicembre 2016 entro i limiti previsti» così, infatti, si è espresso il Presidente di L’Espresso lo scorso aprile, quando il termine per l’ufficializzazione della fusione era previsto per il primo trimestre del 2017, poi di fatto posticipato proprio per via dell’obbligo di valutazione da parte di Agcom e Antitrust. (L.M. per NL)
06/03/2017 09:46
 
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