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Editoria
Dopo il fallimento di GVEditore e GVPeriodici, le riviste di Guido Veneziani si ritrovano sul mercato con 40 giornalisti al seguito. Prezzo di partenza: 5,15 milioni di euro.
 
Il gruppo di Rupert Murdoch chiude il terzo trimestre con perdite per 131 milioni di euro a causa di un fatturato complessivo che cala del 7%. In positivo solo i servizi web in campo immobiliare.
 
Il management di RCS MediaGroup ha sottoposto all’attenzione dell’assemblea dei soci (riunitasi la settimana scorsa per l’approvazione del bilancio 2015) un bouquet di dati che evidenziano nel primo trimestre di quest’anno andamenti migliori di quelli previsti all’avvio del piano industriale.
 
Non si riprende la pubblicità sulla carta stampata, che a marzo registra un ulteriore calo del -4,4%. Il bilancio mensile negativo emerge dai dati dell’Osservatorio Stampa Fcp relativi di marzo raffrontati con il corrispettivo 2015.
 
Come sempre in maniera cortese, ma decisa, mi è stato proposto dal nostro direttore, di scrivere in quale modo si possa diventare giornalista.
 
Non sembra aver fine il piano espansionistico di Gannett nel mercato dei media locali americani: l’editore di Usa Today (e di altri 107 media locali in tutti gli Stati Uniti, fra cui il Des Moines Register, il Detroit Free Press e il Cincinnati Enquirer) ha avanzato una rilevante offerta da 815 mln di dollari (poco più di 720 mln di euro) per acquistare Tribune Publishing, il gruppo proprietario di undici giornali fra cui storiche testate decadute come Los Angeles Times e Chicago Tribune.
 
L'assemblea dei soci Fca ha deciso per la distribuzione delle azioni Rcs, il 16,7% del totale. Intanto Elkann si dice in disaccordo sull'Ops presentata da Cairo Communication, mentre Mediaset e Intesa sostengono l'editore.
 
Rcs Mediagroup decide di bocciare la proposta di scambio offerta dal gruppo Cairo perché sarebbe al ribasso e svantaggiosa per il gruppo; viene inoltre interpellata la Consob per fornire una valutazione nel merito delle condizioni offerte.
 
In molti attendevano il Festival del Giornalismo di quest’anno per seguire da vicino, tra i tanti temi scandagliati, anche la nota vicenda che ha decretato il triste epilogo de “il Giornale dell’Umbria”, la testata più antica della regione umbra fondata nel lontano 1819 (e più volte rifondata: l'ultima edizione del quotidiano risale al 1997), simbolo della sintomatica crisi che sta attraversando attualmente l’editoria locale.
 
Si è conclusa domenica la X edizione del Festival Internazionale del Giornalismo (hashtag #ifj16), cinque giorni in cui la città di Perugia è assurta a centro nevralgico di dibattito e raffronto tra le mille voci di chi il giornalismo lo fa attivamente, coinvolgendo in primis anche professionisti provenienti da differenti segmenti professionali e gli stessi cittadini, tra volontari, pubblico e appassionati del settore.