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Informazione. Google finanzia progetti, Governo italiano vuole assegnare convenzioni a agenzie stampa tramite bando europeo

Un bando di gara europeo per affidare la fornitura dei notiziari alla Presidenza del Consiglio a partire dal secondo semestre del 2017.
Questa la soluzione disegnata dal governo e dal Ministro per lo sport con delega all’editoria Luca Lotti (foto) - e caldeggiata anche dall’Anac - per risolvere la precarietà dei rapporti tra agenzie e Palazzo Chigi, ora retti da una proroga semestrale che termina nel mese di giugno 2017. La situazione di provvisorietà è sorta in seguito all’annullamento della direttiva Lotti sulle agenzie di stampa da parte del Tar Lazio: la riforma è stata censurata in quanto i requisiti richiesti alle agenzie di stampa sono stati giudicati eccessivi e non connessi agli scopi della direttiva. L’annullamento ha creato un vuoto normativo, solo temporaneamente colmato dalla proroga, che il governo intende risolvere indicendo un bando europeo, aperto quindi a tutte le testate dell’UE, anche quelle non italiane. Immediata la reazione degli editori nazionali, preoccupati per la concorrenza delle agenzie straniere e per le ricadute fiscali dell’assegnazione tramite bando, ad aliquota maggiore rispetto alle precedenti convenzioni. I rappresentanti delle agenzie sono stati ascoltati dal ministro Lotti, come comunicato da Alessandro Pica, Presidente delle agenzie nazionali di stampa associate alla FIEG (Federazione editori giornali): “Le agenzie hanno potuto rappresentare al Ministro la situazione di grave crisi, endemica da oltre un decennio, che sconta il settore e la necessità di lavorare insieme per un rilancio produttivo del comparto in grado di interpretare le mutate esigenze del mercato”. Il Governo mantiene aperta la linea di comunicazione e collaborazione con le associazioni di categoria, ma non indugia sulla soluzione proposta: il bando si farà e sarà aperto a tutte le agenzie europee che rispetteranno i requisiti di candidatura che saranno stabiliti. Ironia della sorte, opportunità concrete di crescita e rilancio nel settore dell’informazione arrivano da un altro bando europeo, indetto da Google per il terzo anno consecutivo: si tratta dell’Innovation Fund del DNI, Digital News Initiative. Il bando è rivolto a enti, imprese e persone fisiche con residenza o sede in UE, singoli o associati in gruppi, che vogliano ricevere finanziamenti per progetti innovativi e spiccatamente digitali nel campo dell’informazione e del giornalismo. Le ingenti risorse del fondo (si parla di 150 milioni di euro in tre anni) saranno spalmate su progetti di diversa dimensione – grandi, medi, prototipo – con particolare attenzione a quelli più piccoli, in fase definita “pre-lancio”, per cui è previsto un finanziamento del 100% dei costi. Il bando, poi, guarda con favore alle collaborazioni, anche internazionali: per i grandi progetti che coinvolgano più organizzazioni, piuttosto che un intero settore, è prevista una deroga al limite massimo di finanziamento (1 milione di euro). Diverse le start-up italiane che hanno presentato l’application online per il DNI, minore la partecipazione delle realtà editoriali del Paese (eccezion fatta per La Stampa e il Secolo XIX, già vincitrici di finanziamenti, la prima per un’app che verifichi l’autenticità delle immagini caricate dagli utenti, la seconda per una piattaforma digitale e analogica per gli appuntamenti locali di musica, teatro e tempo libero) Potrebbe essere questa la chiave per “costruire un futuro sostenibile”, obiettivo anelato da Pica nelle sue osservazioni dopo l’incontro con Lotti. La crisi del settore dell’informazione non ha ancora trovato una risposta a livello istituzionale, ma bandi indetti da privati con una così grande disponibilità di fondi sono una spinta decisa per alleggerire le preoccupazioni economico-finanziarie. Gli investimenti ci sono, quello che manca è un cambio di visuale: bisognerebbe smettere di guardare alle altre realtà europee come minacce, intessere legami e creare collaborazioni proficue, sfruttando i finanziamenti esistenti e non insistendo con richieste protezionistiche. Tuttavia una nota di perplessità riguardo il bando europeo pensato dal Governo resta: è davvero opportuno consentire che agenzie straniere possano accedere alla gestione un servizio di comunicazione di rilievo come quello della fornitura dei notiziari alla Presidenza del Consiglio, da sempre considerato strategico in ogni Paese? (V.D. per NL)

23/02/2017 12:49
 
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