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Radio, pubblicità. Tramontata l'ipotesi Discovery, RISMI torna con Manzoni. Il punto sul settore

Gira e gira, i player sono sempre quelli e quindi Radio Italia, abbandonata per imposizione dell'Antitrust, Mediamond, la concessionaria captive di Mediaset e conclusa senza un nulla di fatto la lunga trattativa con Discovery (si dice perché il gruppo americano volesse anche partecipare al capitale della radio), torna da Manzoni, polo L'Espresso, editore di Radio Dee Jay, Capital ed m2o (la raccolta della tv di Volanti sarà invece appannaggio di Viacom Advertising & Brand Solutions, la concessionaria di Viacom Italia).
Si tratta appunto di un ritorno, perché RISMI era già accasata nel gruppo di De Benedetti, prima che l'accordo si concludesse in maniera. sembra, non molto amichevole. Ma business is business e in un momento in cui bisogna fronteggiare i 15 mln di ascoltatori radiofonici di Mediaset (che nel portafoglio Mediamond detiene: R101, Radio 105, RMC, Virgin, Kiss Kiss, Radio Subasio e Radio Norba), un'incontrollabile RTL 102,5 (lanciatissima nello start-up della nazionale comunitaria Radio Freccia - in aperta competizione con Virgin - e già forte di 8 mln di ascoltatori tra la radio più ascoltata d'Italia e il prodotto Zeta L'Italiana), che punta ai 10 mln di ascoltatori con le proprie emittenti entro il 2017 (e vista la ridda di acquisizioni FM c'è da credere che possa anche farcela), la ripresa di RAI e i movimenti della romana RDS (che potrebbe presto esportare da Roma un altro prodotto seminazionale dopo aver concluso numerose comparavendite in modulazione di frequenza), c'è poco da fare questioni di principio. Probabile che l'accordo non preveda minimi garantiti (ormai non li dà più nessuno), ma i 30 mln di euro del 2016 difficilmente scenderanno nel 2017, se l'emittente si manterrà intorno a 4,4 mln di ascolti. D'altra parte il Gruppo L'Espresso ha un disperato bisogno di crescere con ascolti altrui, posto che non riesce a farlo coi propri. Problemi enormi di copertura per m2o, sistematiche scelte tecnico-strategiche poco oculate per Capital e Radio Dee Jay, unitamente a idee editoriali non chiarissime sulle tre radio, integrate dall'abbandono (poco comprensibile) della piattaforma tv DTT (in controtendenza con le politiche vincenti di RTL 102.5), hanno determinato un pericolossimo stallo in un momento delicatissimo, contraddistinto dal riassetto del settore. Anche se RISMI potrà solo costituire un'ampia pezza su un vestito che in verità sarebbe ora di sostituire completamente. E poi c'è la variante Kiss Kiss, il cui contratto con Mediamond scadrà a fine 2017 (cioè un anno dopo quello di RISMI) e che i rumors settoriali vorrebbero in trattativa sia con RDS Advertising  che con Open Space (RTL 102,5), così come potrebbe concludere sinergie o alleanze Radio 24 (in mano alla System del Gruppo 24 Ore, pesantemente in affanno per problemi extraradiofonici), da tempo vicina editorialmente all'editore di RDS Eduardo Montefusco (grazie anche alle relazioni "confindustriali"), senza però che ciò abbia determinato una concreta joint venture commerciale tra i due gruppi. Insomma, il 2017 potrebbe portare al consolidamento di 4 grandi poli commerciali in ambito radiofonico: Mediamond (R 101, 105, Virgin, l'inespressa Orbital e - almeno finchè si potrà - Subasio, Norba e RMC, peraltro sempre che continui la collaborazione con Alberto Hazan); RAI; RDS Advertising (con la nazionale omonima e le potenti radio locali romane e lombarde, magari in parte ridimensionate come superstation, con possibile integrazione commerciale di Kiss Kiss e forse di Radio 24); Manzoni (Dee Jay, Capital, m2o e RISMI) e Open Space (RTL, Freccia, Zeta l'Italiana e non anche Kiss Kiss, se non si accasasse presso RDS o da altre parti). (M.L. per NL) 
30/11/2016 15:19
 
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