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RTV tlc. Sospensione processi cambi frequenze Agcom: atto di buon senso o ennesimo pasticcio all'italiana?

Attraverso la delibera Agcom 40/17/CONS, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha disposto la sospensione del processo di implementazione dei cambi programmati di risorse frequenziali previsti dei vigenti Piani nazionali di assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo terrestre in tecnica digitale, nelle more della ripianificazione complessiva delle risorse destinate al servizio di radiodiffusione sonora e televisiva.
Le eventuali situazioni contingenti relative all’assetto dell’attuale pianificazione saranno valutate caso per caso dall’Autorità e dal Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito delle rispettive competenze, e potranno essere consentite limitate utilizzazioni temporanee di frequenze, anche in deroga ai vigenti Piani di assegnazione, purché finalizzate alla risoluzione di problemi di natura interferenziale. Nel merito della genesi giuridica del provvedimento in argomento, ricordiamo che sulla base delle indicazioni emerse dalla Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni WRC-12, le Istituzioni europee, a partire dal 2014, hanno avviato un percorso di valutazione sul futuro utilizzo dello spettro radioelettrico della banda UHF, prevedendo in particolare l’utilizzo della banda 700 MHz per i sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili. In particolare, il rapporto dell’High Level Group e, successivamente, l’opinione del Radio Spectrum Policy Group hanno previsto di ridestinare la banda 700 MHz ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili entro il 2020, con un margine di più o meno 2 anni, mentre la Conferenza Mondiale delle Radiocomunicazioni dell’UIT , tenutasi nel mese di novembre 2015, ha definito i parametri tecnici e regolamentari per l’uso della banda dei 700 MHz per la banda larga senza fili e, nel prevedere l'assegnazione esclusiva della banda di frequenza 470-694 MHz ai servizi broadcasting, ha adottato una Risoluzione concernente l’avvio di studi a partire dal 2019 circa la possibile attribuzione di tale banda o porzione della stessa anche al servizio mobile con statuto co-primario, in data comunque successiva al 2023. Nel febbraio 2016 è stata quindi pubblicata una proposta di Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’uso della banda di frequenza 470-790 MHz nell’Unione - COM(2016) 43 final, che ha fissato al 30/06/2020 la data limite entro la quale gli Stati Membri sono tenuti ad autorizzare l’uso della banda a 700 MHz per i sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili. Inoltre, la proposta di Decisione, pur riservando la banda sub-700 MHz alla fornitura terrestre di servizi di media audiovisivi, ha previsto la possibilità per uno Stato Membro di autorizzare l’uso in tale banda di sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazione elettronica diversi dalle reti di trasmissione televisiva , anche se tale uso è limitato al “solo downlink”. Nel maggio 2016 il Consiglio europeo ha adottato un orientamento generale che ha sostanzialmente recepito tutte le posizioni espresse nella proposta di Decisione, prevedendo altresì la possibilità di concedere agli Stati Membri, per motivi debitamente giustificati, di ritardare il passaggio della banda ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili fino a due anni. In particolare, la posizione del Consiglio prevede che gli Stati membri garantiscano la disponibilità della banda al di sotto dei 700 MHz per la televisione digitale e i microfoni senza filo almeno fino al 2030, in funzione delle esigenze nazionali, assicurando al settore dell’audiovisivo prevedibilità normativa a lungo termine per quanto riguarda la disponibilità di spettro sufficiente per continuare a fornire e sviluppare servizi e assicurare i necessari investimenti. Gli Stati membri sarebbero autorizzati, a determinate condizioni, ad utilizzare la banda sub-700 MHz per altri fini, tra cui i servizi di Internet mobile. L’uso coordinato della banda a 700 MHz dovrebbe promuovere l’estensione della rete 4G e contribuire a fornire servizi a banda larga di elevata qualità a tutti gli europei, anche facilitando la diffusione della rete 5G non appena disponibile.  Il processo dovrà essere svolto secondo una roadmap che prevede, entro dicembre 2017, la definizione del coordinamento con i paesi UE radioelettricamente confinanti ed, entro giugno 2018, l’adozione e pubblicazione del piano nazionale oltre alla “national roadmap”, per adempiere agli obblighi previsti dall’iniziativa. Per parte propria, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto una posizione comune, rispettivamente, il 26/05 e il 10/11/2016. Successivamente è stata avviata la c.d. fase di “trilogo” da parte delle tre istituzioni europee che si è conclusa il 14/12/2016 con il raggiungimento di un accordo politico su un approccio coordinato a livello di UE per l'uso della banda UHF, compresa la banda dei 700 MHz. A seguito di tale accordo la banda dei 700 MHz dovrebbe essere assegnata agli operatori di telefonia mobile e resa disponibile per i servizi a banda larga senza fili entro il 30/06/2020 in tutti gli Stati membri dell'UE. Gli Stati membri adotteranno e renderanno pubblici i loro piani nazionali per la messa a disposizione della banda entro il 30/06/2018. Entro la fine del 2017 dovranno inoltre concludere accordi di coordinamento transfrontaliero. Inoltre, la banda al di sotto dei 700 MHz attualmente utilizzata per la televisione digitale terrestre resterà disponibile in via prioritaria, per la radiodiffusione fino al 2030. Nella gamma di frequenze UHF sono attribuite al servizio di radiodiffusione televisiva terrestre due bande adiacenti: la banda IV e la banda V . La canalizzazione adottata per queste due bande, a livello internazionale, prevede complessivamente 40 canali con larghezza di 8 MHz ciascuno. La c.d. Banda 700 MHz è la porzione superiore della banda UHF-V ovvero quella compresa tra le frequenze 694 e 790 MHz, nella quale sono allocati 12 dei 40 canali complessivamente disponibili nelle bande UHF-IV/V. In Italia, da un punto di vista quantitativo la banda 700 MHz costituisce circa il 30% dello spettro disponibile per la radiodiffusione nella gamma UHF e, secondo le vigenti pianificazioni, sui 12 canali della suddetta banda operano n. 8 multiplex nazionali e n. 84 multiplex locali. Gli impianti trasmissivi attualmente in esercizio sulle frequenze della Banda 700 MHz sono circa 5.700, tra reti nazionali e locali, pari al 31% degli impianti di diffusione complessivamente in esercizio nella gamma UHF. Alcuni paesi europei, tra cui la Francia, hanno già definito il proprio piano di liberazione della banda a 700 MHz e svolto le relative procedure di assegnazione, mentre diversi stati radioelettricamente confinanti, nel pieno rispetto dei diritti loro assegnati dalla Conferenza GE06, hanno avviato le procedure internazionali di notifica propedeutiche al trasferimento su canali in banda sub-700 MHz, al momento non in esercizio, delle proprie utilizzazioni televisive operanti in banda 700 MHz. La programmata destinazione della banda 700 MHz ai servizi di comunicazione elettronica a banda larga senza fili inciderà significativamente sul numero di risorse frequenziali disponibili per usi televisivi e, conseguentemente, è destinata a produrre impatti rilevanti sulla configurazione e sul numero delle reti trasmissive così come attualmente pianificate. In particolare il refarming della banda 700 MHz comporterà necessariamente la ridefinizione dell’intero assetto del sistema radiotelevisivo italiano attraverso la ripianificazione delle risorse frequenziali utilizzabili per il servizio di radiodiffusione, siano esse in banda UHF-IV/V che in banda VHF-III. I vigenti provvedimenti di pianificazione, al fine di assicurare un uso efficiente e razionale delle risorse frequenziali, hanno previsto, tra l’altro, che la configurazione definitiva di alcuni multiplex, anche della concessionaria del servizio pubblico, doveva essere realizzata progressivamente nel corso degli anni attraverso cambi programmati delle risorse frequenziali assegnate, secondo tempistiche determinate.  Tuttavia tale processo di implementazione, allo stato, non appare più coerente con il programmato processo di refarming della banda 700Mhz e potrebbe determinare, se attuato, conseguenze negative in termini di uso efficiente dello spetto nonché effetti anti-economici per gli operatori di rete e per il sistema. Gli operatori interessati, infatti, si troverebbero a dover svolgere in brevissimo tempo differenti transizioni nella configurazione finale della propria rete con effetti negativi in termini di efficienza ed efficacia degli investimenti prospettici nonché disagi per gli utenti. E’ apparso pertanto necessario ad Agcom, alla luce del programmato processo di refarming della banda 700Mhz e nelle more della ripianificazione complessiva delle risorse destinate al servizio di radiodiffusione, sospendere il processo di implementazione, basato sui cambi programmati di frequenze, dei vigenti provvedimenti di pianificazione. Eventuali situazioni contingenti relative all’assetto dell’attuale pianificazione saranno valutate caso per caso dall’Autorità e dal MISE, nell’ambito delle rispettive competenze. In questo senso, nelle more della ri-pianificazione dell’intera banda UHF-IV/V e della banda VHF-III, conseguente alla prevista liberazione della banda 700 MHz, potranno essere consentite utilizzazioni temporanee di frequenze anche in deroga ai vigenti Piani di assegnazione, finalizzate alla risoluzione di problemi di natura interferenziale. (M.L. per NL)
15/02/2017 14:59
 
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