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Tlc. USA: conclusa l’asta per le frequenze per favorire il 5G

Gli Stati Uniti hanno ultimato l’asta per la cessione delle frequenze nella banda 600 MHz dagli operatori televisivi alle telco: il guadagno è stato praticamente un quarto rispetto alle previsioni ma l’asta dà il via allo sviluppo del 5G.
Nell’asta, che ha visto 62 partecipanti, sono stati ceduti 70 MHz di spettro per una somma complessiva di 19,6 mld, estremamente al ribasso rispetto agli 86 mld per 126 MHz previsti da Fcc (Federal communication commission); questi soldi, saranno suddivisi fra i broadcaster che hanno ceduto le frequenze (che dovrebbero prenderne cumulativamente più di 10), circa 1,75 mld andranno a supportare le emittenti televisive nella migrazione e, il resto, spetterà allo stato. Dai numeri, si evince come l’asta per le frequenze sia stata enormemente sovrastimata, ma ciò non la rende un passaggio meno cruciale essendo avvenuta per le stesse ragioni che portano l’Europa a spingere verso la liberazione della banda 700 MHz: arrivare per primi alle reti mobili di quinta generazione, che saranno il motore del broadcasting nel prossimo futuro. La notizia arriva, fra l’altro, proprio mentre l’Europa decidere di concedere la deroga di due anni (fino al 2022) agli stati membri per la questione 700 MHz e configura un futuro scenario estremamente probabile, oltre che preoccupante: il vecchio continente è già indietro nella partita 5G. (E.V. per NL)

15/02/2017 11:48
 
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Con ordinanza n. 592/2017 del 09/02/2017 pubblicata il 13/02/2017 il Consiglio di Stato sez. VI, accogliendo l'appello cautelare promosso da un operatore di rete lombardo, ha sospeso la sentenza del TAR Lazio n. 09658/2016 in ossequio alla quale erano state apportate dal Ministero dello Sviluppo Economico variazioni alla graduatoria di revisione delle frequenze televisive locali della Regione Lombardia di cui alla determina pubblicata sul sito il 13/07/2015 e modificata in data 25/11/2015.
Attraverso la delibera Agcom 40/17/CONS, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha disposto la sospensione del processo di implementazione dei cambi programmati di risorse frequenziali previsti dei vigenti Piani nazionali di assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo terrestre in tecnica digitale, nelle more della ripianificazione complessiva delle risorse destinate al servizio di radiodiffusione sonora e televisiva.
Siamo al delirio: per (tentare di) risolvere il problema dell'insufficienza delle frequenze per lo sviluppo della radiodiffusione sonora in tecnica digitale terrestre (DAB+), Giacomelli inventa la riassegnazione della banda VHF aprendo la porta ad un ginepraio di ricorsi giudiziari da parte di network provider DTT che nell'ultimo quadrimestre 2016 si sono visti assegnare proprio le frequenze che lui vorrebbe ora ridistribuire.
Con l’ufficializzazione della tabella di marcia per la liberazione della banda 700 MHz, che gli operatori televisivi dovranno cedere alle telco in vista delle connessioni 5g diventa attuale la problematica relativa alla nuova collocazione dei mux televisivi, ancora lontana dall’essere risolta.
L’Autorità, con la delibera n. 557/16/CONS, ha avviato una indagine conoscitiva concernente le prospettive di sviluppo dei sistemi wireless e mobili verso la quinta generazione (5G) e l’utilizzo di nuove porzioni di spettro al di sopra dei 6 GHz.