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Tv, canone RAI. Evasione ridotta, ma extra-gettito fuori dalla RAI

L’espediente della bolletta è riuscito a ridurre l’evasione dal canone RAI. Questo è il dato che emerge dalla presentazione dei risultati del 2016 condotta dal direttore generale dell’Agenzia delle entrate Rossella Orlandi, insieme al ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan e al viceministro Luigi Casero.
Tramite l’esposizione, si è giunti alla conclusione che l’introduzione dell’imposta sul possesso di un apparecchio televisivo nella bolletta della luce sia uno strumento vincente per l’evasione. L’iniziativa, infatti, ha permesso di registrare una notevole riduzione del fenomeno passato dal 30% al 4% e in un lasso temporale di un solo anno, permettendo allo Stato di incassare due miliardi e cento milioni di euro (500 milioni in più rispetto lo scorso anno). “A distanza di un anno posso affermare che l'operazione 'canone in bolletta' ha funzionato, addirittura meglio del previsto. I dati evidenziano in maniera tangibile che quando tutti pagano le tasse la comunità intera ne trae beneficio, in fede al principio 'pagare tutti, pagare meno” afferma Rossella Orlandi. E aggiunge “Grazie agli ottimi risultati raggiunti, che hanno ridotto la stima di evasione, il canone tv scenderà ancora passando da 100 a 90 euro”. Il Governo quindi ha mantenuto la promessa stipulata con la Legge di stabilità del 2016 (dove si era previsto il nuovo importo RAI pari a 95 euro). Adesso dunque l’utente dovrà pagare dieci rate mensili da 9 euro: 18 euro di canone Rai in ogni bolletta bimestrale per i primi 10 mesi dell’anno ed entro ottobre si sarà saldato l’intero importo. Resta invece invariato l’importo delle sanzioni in caso di mancato pagamento (che va dai 200 ai 600 euro) e, qualora questa ipotesi si dovesse verificare, l’utente non vedrà interrotto il servizio di erogazione di energia elettrica ma il suo fornitore segnalerà l’accaduto all’Agenzia delle Entrate che avvierà così una pratica per il recupero dell’importo dovuto, fino ad arrivare all’apertura di una cartella esattoriale (procedimento di riscossione coatta di credito vantato nei confronti del contribuente). Da segnalare, tuttavia, come secondo le cifre calcolate sino ad ora, il 60% dell’extra-gettito (entrate finanziarie superiori alle previsioni del bilancio d'esercizio) sarà destinato alla RAI mentre il 40% andrà al fondo di riduzione fiscale per la tassa sulla prima casa; la parte interessante di questo aspetto, è che la RAI ha incassato la somma minore negli ultimi sette anni dal canone, rendendo di fatto dubbia la sua natura di imposta di scopo. Da quest’anno, la quota del maggior gettito da destinare alla Rai si fermerà al 50% e, con l’importo ridotto, è prevedibile che il denaro che entrerà nelle casse dell’emittente pubblica sarà anche minore; dalla quota di incassi eccedente rispetto agli anni precedenti si preleveranno 50 milioni di euro da destinare alle Tv locali (cifra che potrebbe essere assegnata anche al settore dell’editoria) in applicazione della legge di settore approvata ad ottobre ed entrata in vigore il 15 novembre 2016 (L. n°198/2016 di cui Art.1 “Istituzione del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione” le cui origini sono esplicate alle lettere a-b-c e d). (L.M. per NL)
13/02/2017 11:36
 
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