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Tv. Cola a picco il progetto espansionistico di Bolloré

Torna nel cassetto, almeno per il momento, il piano di Vincent Bolloré di trasformare la sua Vivendi in una media company che abbracci tutto il territorio europeo.
Le ragioni sono le molteplici difficoltà finanziarie che hanno investito il gruppo bretone in questi giorni: prima fra tutte, la vera e propria guerra che va avanti a colpi di comunicati stampa con Mediaset, che i transalpini accusano di aver abbellito anche troppo i conti di Premium prima di venderla. Dal canto loro, a Cologno, la posizione sembra netta: il contratto è stato firmato e deve essere rispettato, manifestando anche la volontà di trascinare Vivendi in tribunale. Non sembra proprio, insomma, che ci sia spazio per una riconciliazione, soprattutto dopo la recente decisione di Vivendi di ricorrere ai legali di Clearly Gottlieb. Se in Italia la situazione è diventata un vero e proprio campo minato, in Germania, uno degli altri paesi nel mirino del progetto di Bolloré, le cose non vanno affatto meglio; Watchever, la piattaforma OTT tedesca di Vivendi, è prossima alla chiusura annunciata dallo stesso Bolloré a causa dei pessimi risultati operativi, di fatto cedendo il passo a Sky che si prepara a lanciare il suo di servizio OTT teutonico, Sky Ticket. Infine, c’è il paese natale, la Francia, ed anche qui è Sky che viene a rompere le uova nel paniere di Vivendi; mentre i francesi soffrono la pessima situazione finanziaria della loro pay tv Canal+ (che ora non potrà più godere dell’apporto contenutistico, anche se effimero, di Premium), il gruppo di Rupert Murdoch investe nella start-up francese Molotov, che si occupa di tv in streaming, mossa che in molti hanno visto come un probabile tentato colpo di grazia alle mire espansionistiche di Vivendi. (E.V. per NL)
07/09/2016 13:01
 
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Sembra quasi ieri che, da Fininvest, la linea ufficiale sull’affaire Vivendi era l’inesistenza di una “trattativa con il gruppo transalpino” (Vivendi) per risolvere la spinosa situazione venutasi a creare, in risposta ad alcune indiscrezioni non meglio precisate e pubblicate da Bloomberg.
Chi legge i giornali lo fa sempre più spesso sul proprio telefonino. L'Acpm (Alliance pour le ciffres de la presse et des médias), incaricata di monitorare la diffusione della stampa in Francia, ha certificato il sorpasso del digitale (53%) sulla carta stampata (47%) per quanto riguarda le abitudini dei lettori, mentre, tra le persone che leggono i giornali sul web, il 41% utilizza uno smartphone e il 40% si avvale del pc.
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