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Tv, Ip. Netflix, ancora cruciale il videonoleggio: 68 mln dai dvd per coprire le spese internazionali

La maggior parte delle persone forse conosce Netflix grazie a “Narcos” o “Orange is the new black”, le serie tv che hanno spopolato in diversi paesi tra cui l’Italia ma, soprattutto, grazie al suo servizio SVOD (Subscription Video On Demand) che è il più diffuso al mondo, ma in origine l’azienda di Reed Hastings faceva altro.
In realtà, infatti, la società di Los Gatos è nata nel 1997 nel campo del videonoleggio per fare concorrenza a Blockbuster. Questo servizio, seppur meno redditizio rispetto a venti anni fa (il fallimento di Blockbuster nel 2013 ne è la dimostrazione), è ancora attivo negli Stati Uniti e ha 4,2 milioni di abbonati. I dvd e i blu ray vengono spediti via posta e non ci sono tempi di restituzione a fronte di un abbonamento mensile che va dai 5 ai 12 dollari. Il bacino di utenza porta un utile di 69 milioni di dollari, questo nonostante l’azienda californiana abbia deciso da due anni a questa parte di non investire nel marketing di questo settore. Il business, infatti, rappresenta soltanto il 6% dei ricavi pari a 132,4 milioni di dollari e serve principalmente a coprire le spese che l’azienda affronta a livello internazionale per supportare i suoi svariati investimenti. Ad oggi, tuttavia, il punto di forza in Netflix è rappresentato, come noto, dallo streaming on demand che negli States, tra giugno e settembre, ha portato ricavi per 475 milioni con la possibilità di crescere ancora grazie all’ampliamento dell’offerta. (M.R. per NL)
17/11/2016 09:35
 
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