Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Tv pay. Disney-Netflix: un matrimonio che s’ha da fare?

Netflix e Disney sono prossime al matrimonio: questo, almeno, è quanto sostengono insistenti voci del settore per ora non confermate, un matrimonio fra la più grande piattaforma di streaming al mondo e lo storico produttore di contenuti.
Già a metà di quest’anno, quando diversi esperti del settore erano (erroneamente, visti i risultati di settembre) convinti che Netflix fosse in crisi, Disney era uno dei primi nomi per un’eventuale acquisizione del colosso californiano; i rapporti fra le due aziende sono già molto stretti come il catalogo Netflix conferma facilmente: oltre a diversi contenuti più o meno datati della Disney, Netflix ha stretto accordi per nuove produzioni come il soggetto Marvel (che fa sempre capo a Disney) The Defenders e, insistenti voci, parlano anche di una serie ambientata nell’universo di Star Wars, franchise che, indovinate un po’, fa sempre capo ai creatori del topo più famoso al mondo a seguito dell’acquisizione di Lucasfilm. Le indiscrezioni su un’operazione del genere sembravano morte quando la compagnia di Reed Hastings aveva zittito i critici con i dati del terzo trimestre 2016, ma sono ritornate in auge (anche se un po’ differenti) quando si è iniziato a parlare dell’acquisizione di Time Warner da parte di AT&T; con in mano la storica casa di produzione (a patto che l’operazione sia approvata dall’antitrust) il colosso telco potrebbe mettere le mani su un universo di contenuti prestigiosi da distribuire anche su canali non coperti da Netflix, come la tv lineare a pagamento. A incentivare ulteriormente la credibilità delle voci, è la questione della direzione di Disney: il suo attuale ad Bob Iger andrà in pensione nel 2018, data che ha già posticipato diverse volte, e pare che il nome che corre di più sulla bocca degli analisti per prenderne il posto sia proprio quello di Reed Hastings. Tutti questi elementi incentivano le indiscrezioni che, mancando di conferme ufficiali, non chiariscono in che modo debba avere luogo l’unione: c’è chi parla di fusione fra le due società a seguito del subentro di Hastings alla direzione di Disney e chi invece parla di acquisizione da parte di questa dell’azienda californiana e, tutto questo, non esclude che possa avvenire un mix di queste opzioni. Insomma, tutto è ancora molto incerto, ma qualcosa di sicuro c’è: se dovesse avvenire un’operazione di questo tipo, ciò che ne uscirebbe sarebbe una vera e propria corazzata pronta alla competizione globale; dal canto suo, Disney ha passato gli ultimi anni ad investire copiosamente in contenuti, anche acquisendo società con prodotti di successo come le sopracitate Marvel e Lucasfilm; di contro, la sua trasformazione digitale va a rilento e non sta ottenendo un successo proporzionale al valore dell’azienda: Netflix potrebbe seppellire questo problema, mettendoci una piattaforma già diffusa in tutto il mondo, tecnicamente superiore a quelle concorrenti e aggiungendo qualche altro contenuto di successo prodotto, che di sicuro non guasta mai. (E.V. per NL)
15/11/2016 14:56
 
NOTIZIE CORRELATE
Netflix da record nel 2016, nonostante gli scetticismi provenienti da alcune fonti, alla fine il gigante californiano ha chiuso l’ultimo trimestre dell’anno trascorso con i conti in regola (anche in borsa) e un parco utenti che sale vertiginosamente, avvicinandosi sempre di più alla quota dei 100 milioni.
Trovare fonti di ricavo: questo è l’obiettivo di Mediaset per il nuovo anno, stando a quanto si evince dalle linee guida di sviluppo presentate oggi, 18 gennaio, a Londra e pubblicate sulla sezione dedicata agli investitori del suo sito.
I giganti dello streaming on demand puntano ad aumentare le produzioni originali, una scelta che fino ad oggi si è rivelata vincente dal punto di vista commerciale.
Debutta Prime Video anche in Italia: il servizio SVOD di Amazon ha, per la precisione, debuttato contemporaneamente in 200 paesi, fra i quali rientra anche la Penisola.
Sembra un assalto in piena regola, quello portato avanti da Vincent Bolloré al fortino di Mediaset, grazie ad una rapida scalata nella proprietà del Biscione che l’ha reso, ora, il secondo azionista industriale, cioè l’obiettivo annunciato lunedì.