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Zuckerberg, sfruttando un sistema già usato da YouTube con grandi risultati, nei prossimi mesi avrebbe intenzione di pubblicare inserzioni pubblicitarie all'interno dei contenuti video di Facebook.
 
Alla fine diventa ufficiale: dopo 23 anni, è ormai prossimo al viale del tramonto lo storico operatore online Yahoo!, prossimo a cambiare il suo nome in Altaba e ridimensionare il suo board, in attesa dell’acquisizione da parte del colosso delle telco Verizon.
 
Group M, la più grande media investment company al mondo che fa capo a WPP e Spotify hanno firmato un accordo su scala globale di collaborazione su dati, ricerca e innovazione.
 
Il prossimo anno porterà diverse novità nel settore digitale nell'Unione Europea. A partire dal 15/06/2017, i costi delle chiamate, dei messaggi e del traffico internet saranno uniformati in tutta l'Unione e per prevenire frodi e abusi verrà vietato l'acquisto di sim in paesi diversi da quello di residenza (paesi nei quali, ad esempio, si applicano costi d'acquisto inferiori).
 
La pubblicità digitale è quasi totalmente in mano a Google e Facebook che costituiscono una sorta di duopolio in questo fiorente settore.
 
Secondo le previsioni rilasciate dal report Advertising Expenditure Forecasts, pubblicato recentemente da Zenith Optimedia, gli investimenti pubblicitari globali sui social media aumenteranno del 72% tra il 2016 e il 2019, passando da 29 mld di dollari (27 mld di euro) a 50 mld di dollari (46,5 mld di euro).
 
Lo streaming è ormai uno dei principali modi per ascoltare della musica ed è prevedibile che aumenterà di importanza nei prossimi anni anche in relazione agli esistenti supporti ed a quelli che verranno.
 
A ottobre i siti dei più importanti operatori televisivi hanno avuto un incremento di utenti giornalieri. Secondo i dati Audiweb, rispetto al mese di settembre c’è stato un +1,7% con 20,4 milioni di utenti connessi da mobile e 10,7 milioni da pc.
 
Diverse questioni sul piatto dello Iab Forum di Milano, con in testa la problematica dei bot riferita all’advertising online ma, soprattutto, l’importanza dell’economia digitale che oggi produce complessivamente 53 miliardi.
 
Anche in Italia non accenna a fermarsi il dibattito in merito alla regolamentazione della pubblicità online: dopo che in Francia l'Uda (Union des announceurs) ha minacciato di ricorrere all'Antifrode nel caso in cui la legge Sapin del 1993 non venga estesa anche al web, anche Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente dell'associazione italiana degli enti pubblicitari, ha voluto entrare nella questione, lanciando un progetto di Libro bianco della trasparenza pubblicitaria.