Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Web. Come lo streaming ha cambiato la fruizione della musica

Lo streaming è ormai uno dei principali modi per ascoltare della musica ed è prevedibile che aumenterà di importanza nei prossimi anni anche in relazione agli esistenti supporti ed a quelli che verranno.
Tutto pare possa concentrarsi in un abbonamento con una delle società fornitrici di tale servizio, ma esaminiamo in quale modo si è arrivati. Internet, con il downloading, aveva già dato una violenta scossa alla fruizione musicale tradizionale, contribuendo alla consistente riduzione delle vendite di CD e, per conseguenza, anche dei negozi specializzati in quel tipo di vendita. Alla andata nei negozi per la scelta (comunque limitata) e l'acquisto dei CD, si sostituiva il sedersi davanti al proprio computer ed iniziare una navigazione attraverso i siti dedicati e “scaricare” i brani in scelta singola e quasi illimitata ed averli disponibili sul computer quasi immediatamente. I gestori dei siti avevano infatti provveduto a digitalizzare i singoli brani e alla loro messa in rete con relativo preascolto di 20/30 secondi. Veramente gli acquirenti di musica si erano già impratichiti agli acquisti via Internet da qualche tempo, cioè da quando alcuni siti musicali avevano avviato la vendita via Internet di CD fisici. Anche in quel caso non era più necessario recarsi nei negozi tradizionali, bastava sedersi al computer, scegliere il CD, con la possibilità di preascolto ed acquistare. Il prodotto sarebbe poi arrivato nel giro di qualche giorno. In verità questo approccio era valido sopra tutto per i luoghi non dotati di negozi specializzati. Comunque il compratore di musica aveva iniziato ad apprezzare il fatto che con il computer, grazie a internet, si poteva anche comprare musica senza recarsi nei negozi fisici. Quelli virtuali erano meglio forniti e più efficienti. Come scritto più sopra, sconvolgente fu poi la vendita in downloading: in qualche minuto dal computer si otteneva un brano, senza uscire di casa, senza attendere alcuna spedizione! Certo un vantaggio; ma tutto era legato al computer come supporto base. Poi dal computer si potevano alimentare vari supporti. Se si fosse riusciti a svincolare i passaggi tecnici dal computer sarebbe ulteriormente stato possibile “portare con sé la musica"... Da questa considerazione/necessità, ecco nascere le funzionalità offerte dagli smartphone. A questo punto tutto era pronto per lo streaming; dove è vero che si poteva solo ascoltare una canzone e non possederla, ma costava pochissimo, non un euro come il downloading di un brano o il costo di un CD fisico. Anche dal punto di vista del fruitore le modalità non solo di acquisto, ma anche di ascolto e conservazione della musica è variato. All’interno dei siti di streaming si ascoltano i brani a costi alla portata quasi di tutti ed è possibile creare una sezione propria con i titoli prescelti. Quasi come se fosse lo scaffale di casa dove si mettevano in bell’ordine i CD. L’unica cosa da accettare è il fatto di un qualcosa che assomiglia alla proprietà, non lo è e non è visibile. Ma la musica è la musica e l’importante è poterla ascoltare quando si vuole, dove si vuole e soprattutto quella che di vuole, appunto con lo streaming. Il sogno di noi adulti “avanti con gli anni” che pensavamo ad una cosa di questo genere e non immaginavamo che sarebbe stata realizzata. (G.T. per NL)
17/12/2016 08:58
 
NOTIZIE CORRELATE
Negli Stati Uniti, la radio online è la seconda attività più comune nelle app dei dispositivi mobili con il 15% del tempo speso, seconda solo ai social network con il 29% e più diffusa dei giochi con l’11%.
Dal prossimo anno l’accesso ai contenuti in streaming di servizi SVOD sarà libero fra i paesi europei: questo è il contenuto nel recente accordo raggiunto da Parlamento e Consiglio Europeo.
Oltre all’aspetto primario di utilizzo musicale, ci sono altri aspetti che derivano dallo streaming e dall’utilizzo di tale servizio. Anzitutto la platea che si apre agli autori che si avvalgono anche dei servizi in streaming per la diffusione delle loro creazioni è quella degli internauti e quindi potenzialmente l’intero mondo di Internet.
Watchup è un’applicazione fondata nel 2012 da Adriano Farano che consente agli utenti di costruire un telegiornale personalizzato, scegliendo i propri video tra quelli delle fonti d’informazioni che aderiscono al progetto.
In un mondo digital oriented, gli utenti prediligono la radio rispetto ai portali di streaming non radiofonici (anche se appare impropria la distinzione, posto che è ormai difficile definire cosa è e non è una radio, così come il web stesso è sempre più una mera piattaforma distributiva del medium radiofonico, nell'accezione classica).