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Web e Pubblicità, Francia. Guerra per ai click falsi su Internet: Uda minaccia di ricorrere all’Antifrode

Etienne Lecomte, presidente dell’Uda (Union des announceurs, l’equivalente francese della nostra Upa), ha presentato una denuncia al Ministro dell’Economia francese per fare chiarezza sulle frodi pubblicitarie e, in particolar modo, sui dati relativi al web.
Le analisi sull’advertising on line infatti, possono essere travisate se dei “bot”, programmi-robot della rete, cliccano sugli annunci al posto degli utenti umani. In questo modo, i centri media che si accaparrano il 60% degli investimenti lasciando il rimanente 40% ai portali e ai siti, addebitano agli inserzionisti anche i click falsi (per Pierre-Jean Bozo, il vicepresidente dell’Uda, ammonterebbero addirittura a circa l’88% del totale). La questione, molto dibattuta negli ultimi tempi, aveva coinvolto anche Google, proprietario di Youtube, accusato lo scorso anno da un team di ricercatori europei, tra i quali Stefano Traverso del Politecnico di Torino, di illeciti nei conteggi pubblicitari sulla piattaforma AdWords. In Francia, la legge Sapin del 1993 regola le attività di intermediazioni in questo settore e obbliga i centri media, in quanto mandatari, a rendere conto del budget degli investitori. L’Uda minaccia che se entro la fine dell’anno la legge non verrà estesa anche al mercato online, le agenzie pubblicitarie verranno denunciate all’Antifrode. Ora la palla passa al governo che dovrà accelerare i tempi su un decreto già firmato a giugno, ma bloccato da mesi al Consiglio di Stato. (M.R. per NL)
28/11/2016 17:54
 
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