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Web. Facebook: da social network a banca online

E se Facebook fosse una banca? Gli utenti gli affiderebbero i propri risparmi così come fanno con foto, informazioni personali, amicizie, interessi e conversazioni private?
L’idea non sembra affatto assurda, tanto che è proprio il social network più grande al mondo a muovere i primi passi in questo senso o, almeno, così sembrerebbe. Di recente, infatti, l’azienda di Mark Zuckerberg ha annunciato che “Facebook payments International ltd è stata autorizzata dalla Banca centrale d’Irlanda a diventare un istituto di moneta elettronica”. In sostanza, il social network in blu, adesso, potrà consentire agli utenti di fare donazioni ad associazioni non-profit o inviare moneta elettronica ad amici e parenti semplicemente utilizzando Messenger, l’applicazione di messaggistica collegata a Fecebook stesso. L’autorizzazione, inoltre, gli consentirà di operare in questo campo all’interno di tutto lo Spazio economico europeo e, secondo molti analisti, questa mossa non è altro che un primo passo verso l’offerta di un servizio di banking completo. Dopotutto non si tratterebbe di una novità enorme: le banche online come ING Direct hanno dimostrato tempo fa che, avere una sede fisica della propria banca vicina, non è che sia strettamente necessario per tutti gli utenti e la differenza consisterebbe nel parco utenti di partenza, già molto corposo per Facebook; inoltre, secondo la Banca mondiale, esistono 2,5 miliardi di persone che non possono o non vogliono affidarsi ad un tradizionale istituto di credito e questo senza considerare, infine, la generale sfiducia nel mondo della finanza che sta proliferando in questi anni. Ma con i grandi del web è diverso: in qualche modo, i colossi della Silicon Valley, sono riusciti a ispirare abbastanza fiducia da far sì che ogni giorno miliardi di utenti condividano pezzi della propria vita personale su Facebook, affidino le loro preferenze di ricerca a Google e i dati delle proprie carte di credito ad Amazon. Non è un caso che anche questi ultimi due web player si stiano muovendo in questo senso: Mountain View con Google Wallet, che porta gli utenti ad associare al proprio account con Big G i dati delle proprie carte di credito o conti in banca; nell’azienda di Jeff Bezos, invece, non esistono ancora servizi di questo tipo, ma il suo stesso fondatore ha sostenuto come sia necessario “procedere rapidamente” in questo senso, soprattutto considerando le enormi sinergie che un negozio può avere con il fornire anche servizi bancari. Tornando a Facebook, queste indiscrezioni hanno fatto discutere sul perché il social voglia dedicarsi all’ambito finanziario; secondo alcuni, si tratta di una questione pubblicitaria: un conto è cercare di determinare le preferenze di qualcuno in base ai suoi like, un conto è farlo attraverso i suoi effettivi acquisti. E’ però difficile immaginare che qualcuno affidi i propri risparmi ad una banca che userà le sue transazioni per bombardarlo di spot mirati, soprattutto nella società che odia così tanto la pubblicità online da aver creato elusioni per l’utenza come Adblock. Più probabile, invece, è che le web company si stiano accorgendo che la pubblicità online è un business traballante, che necessita di un’alternativa un po’ più sicura. (E.V. per NL)
25/11/2016 16:22
 
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