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Anche in Italia non accenna a fermarsi il dibattito in merito alla regolamentazione della pubblicità online: dopo che in Francia l'Uda (Union des announceurs) ha minacciato di ricorrere all'Antifrode nel caso in cui la legge Sapin del 1993 non venga estesa anche al web, anche Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente dell'associazione italiana degli enti pubblicitari, ha voluto entrare nella questione, lanciando un progetto di Libro bianco della trasparenza pubblicitaria.
 
Etienne Lecomte, presidente dell’Uda (Union des announceurs, l’equivalente francese della nostra Upa), ha presentato una denuncia al Ministro dell’Economia francese per fare chiarezza sulle frodi pubblicitarie e, in particolar modo, sui dati relativi al web.
 
E se Facebook fosse una banca? Gli utenti gli affiderebbero i propri risparmi così come fanno con foto, informazioni personali, amicizie, interessi e conversazioni private?
 
Facebook starebbe lavorando, secondo quanto riporta il New York Times, a un sistema automatico in grado di censurare determinati contenuti dalla sezione notizie sulla base dell’appartenenza geografica.
 
Nel mese di settembre si segnala un aumento degli italiani sul web con un +2,4% rispetto ad agosto, mentre per quanto riguarda i dati sul giorno medio si passa dai 21,3 milioni a 22,8 milioni di utenti.
 
Attraverso un post sul blog aziendale firmato da Kent Walker, vice presidente di Google, l’azienda di Mountain View risponde alla Commissione UE: per loro non c’è alcun abuso di posizione dominante.
 
Maxi sequestro del Tribunale di Roma 152 siti web che diffondevano via internet servizi “piratati” che consentivano all’utente della rete di assistere gratuitamente alla visione di film o di eventi sportivi.
 
Continua a far discutere la questione dell’acquisizione di Time Warner da parte di At&t, un’operazione da oltre 100 miliardi di dollari e che promette di unire insieme i milioni di utenti dell’operatore telco con i contenuti pregiati e famosi in tutto il mondo di Time Warner.
 
La notizia è rilevante non solo per l'entità economica dell'operazione, ma anche per il segnale che essa manda al settore delle tlc e dei content provider radio e tv.
 
Nella giornata di venerdì il web è andato in tilt a causa di un attacco informatico di alcuni hacker, per ora non identificati, partito da diversi dispositivi smart infettati e diretto ai server della Dyn, una delle più grosse compagnie americane che si occupa di gestire una grossa fetta dei DNS della rete statunitense.