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Il colosso dei social non si arresta e continua a sfornare idee volte a trattenere gli utenti sulla piattaforma, ancor più di quanto già faccia.
 
Nella giornata di ieri, la Guardia di Finanza di Milano ha notificato a Google un verbale relativo ad una presunta evasione fiscale, stimata in 227 milioni di euro, su una base imponibile di 300 milioni.
 
La maggior parte degli utenti delle testate online arriva passando attraverso Google o Facebook; il primo però raggruppa anche visite derivanti da ricerche specifiche e il secondo porta in alcuni casi a pratiche poco corrette e non dà garanzia di lettura ad ogni condivisione.
 
Stando ai dati riferiti a novembre di audiweb le testate online risalgono leggermente la china grazie soprattutto al mobile, almeno per chi asseconda adeguatamente il trend.
 
Sempre più portali investono nel live streaming; dai social come Facebook e Twitter, passando da portali specializzati come Twitch.tv e canali per eventi come quello di Youtube il segmento attira sempre più utenti.
 
Secondo i dati di Magna Global la crescita pubblicitaria continuerà nel 2016; il digitale dovrebbe superare la tv nel 2017. Aol e Iol beneficiano delle nuove partnership con significativi bacini di utenza per gli spazi online che gestiscono.
 
“Disincanto digitale”, così Ilvo Diamanti ha definito il fenomeno che attiene alla possibile flessione di fiducia verso l’informazione sul web: nella nona edizione del report “Gli italiani e l’informazione” dell’Osservatorio Demos-Coop, rilevano sicuramente dati molto interessanti per conoscere ulteriormente il pensiero degli italiani, proprio perché le fonti d’informazione contribuiscono in maniera rilevante a plasmare l’opinione pubblica sugli eventi che puntualmente si verificano a livello mondiale.
 
Yahoo è pronta a vendere il suo core business, così come paventato dall’azionista Starboard, che aveva consigliato di mettere sul mercato le attività search, display e servizi e mantenere il controllo del 15% di Alibaba evitando lo spinoff programmato per gennaio.
 
Nella crescita pubblicitaria online la fetta maggiore va ai colossi internazionali grazie al predominio nei segmenti chiave; RAI si dice pronta a puntare sugli eventi mentre Aol mira ad un sistema integrato fra digitale e tradizionale.
 
Arriva in Italia il gruppo Aol attraverso Microsoft, creando prospettive di concorrenza in crescita per il 2016 con una strategia che integra tv e mobile e prospetta posizionamento simile a nuovi investimenti di Italiaonline.