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Dopo quattro anni Sky ha interrotto la partnership commerciale con Websystem 24, concessionaria del gruppo Il Sole-24 Ore. I motivi del preannunciato divorzio non sono noti, ma sono in molti a intravedere, in questa decisione, la volontà di un proficuo rinnovamento che consenta al gruppo Murdoch di potenziare la raccolta pubblicitaria sul web, dove Sky già continua a raccogliere audience e su cui punta moltissimo per sviluppare l’offerta commerciale e allargare sempre più le fila degli abbonati.
 
Cresce la diffusione dei video online e, con essa, l’interesse nel settore da parte delle aziende multimediali, ma le prospettive sulla monetizzazione delle visualizzazioni sono incerte.
 
Due gli argomenti principali su cui dovrà esprimersi, la prossima settimana, il CdA di Audiweb, società che rileva e distribuisce i dati di audience internet in Italia: l’elezione del nuovo presidente, dopo l’improvvisa scomparsa del precedente, Enrico Gasperini, e l’esigenza di selezionare il nuovo partner tecnologico per produrre stime puntuali sulla performance della pubblicità online.
 
Mediaset ha ottenuto ieri un importante provvedimento dal Tribunale di Milano in tema di pirateria informatica sui contenuti editorlali protetti da copyright.
 
Riprende anche la pubblicità online, che a settembre chiude a +4,6%, portando il cumulato dei primi nove mesi a -1,3%. Lo dicono i dati rilasciati ieri da Fcp-Assointernet, che non tengono però conto di social e search, il cui peso sarà stimato da Nielsen.
 
Dati Nielsen luglio 2015: la tv rimane in testa mentre il web marketing è altalenante, ma i dati potrebbero essere viziati dalla poca trasparenza della rete; si prospettano inoltre nuove minacce per gli ad online.
 
Dopo lunghe e durissime diatribe giudiziarie e mediatiche, Google/YouTube e Mediaset hanno concluso oggi "un significativo accordo di collaborazione". "L'intesa apre nuove prospettive nei rapporti tra i due player e pone contemporaneamente fine a quasi otto anni di contenziosi", spiega il Biscione in una nota.
 

"Con questa sentenza la Corte di Giustizia Europea rimette al centro dell'agenda degli Stati il tema dei diritti fondamentali  delle persone e la necessità che questi diritti, primo fra tutti la protezione dei dati, vengano tutelati anche al di fuori dei confini europei".
Questo il primo commento di Antonello Soro, Presidente del Garante

 
I singoli Stati dell'Ue possono decidere se "sospendere il trasferimento dei dati degli iscritti europei a Facebook verso gli Stati Uniti perché tale paese non offre un livello di protezione dei dati personali adeguato".
 
A un anno dall’ingresso nella patria dei nostri cugini d’oltralpe, il gigante americano dello streaming online cresce lentamente: la vecchia e cara tv non demorde e tiene testa al tanto temuto avversario.