Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Raccolta Editoriali
Di recente, buona parte dell’opinione pubblica (soprattutto negli USA) si è concentrata su un disordinato e confuso attacco rivolto al giovane svedese ventisettenne di nome Felix Kjellberg, meglio noto come PewDiePie, ancora più noto per essere lo youtuber più famoso, più seguito e meglio retribuito al mondo.
 
Il canone Rai non finanzia la Rai: sembra una strana forma di scioglilingua, ma pare sia la verità. Almeno stando a quanto sostiene il focus annuale di R&S Mediobanca sul settore televisivo italiano.
 
Non si calma il dibattito sulle fake news e, di conseguenza, non lo fa neanche la placida accettazione anche solo dell’idea (già di per sé pericolosa) di approvare una forma di censura all’informazione, in virtù della verità (valore che è sempre bene difendere, ma non legalmente).
 
E’ da diverso tempo che le pagine di questo periodico parlano della rivoluzione dell’Ip che dovrà prima che poi interessare tutti gli operatori dei settori dei media, dalla tv alla radio: ebbene, il passaggio sta iniziando a diventare reale proprio adesso.
 
Niente leggi sulla verità: non c’entrano le fake news e non è rilevante se diventa qualcosa di ignorato, la verità non è oggetto di giurisprudenza e, sotto a questo semplice principio, dovrebbero finire schiacciate tutte le allucinate proposte di giurie popolari o istituzionali per valutare il lavoro svolto da chi, dell’informazione, ne è un professionista.
 
C’è una domanda che striscia fra i disorientati giornalisti che si occupano del settore dei media: che fine ha fatto l'affaire Vivendi-Mediaset?
 
E’ recentemente esploso, giusto con qualche decennio di ritardo, il dibattito pubblico sulla questione delle fake news, meglio note come bufale e che, incredibile a dirsi, possono diventare un problema.
 
Un anno complicato, il 2016; come almeno i precedenti sette. Un anno nel quale sono cambiate tante cose: alcune ampiamente previste; altre prevedibili, ma inattese; talune assolutamente impronosticabili.
 
Il futuro è handless, basato su comandi vocali impartiti a sistemi fissi (pc, strumenti di navigazione, autoradio, ecc.) e mobili all'insegna del "più comodo, più veloce".
 
L’Italia è in emergenza. Siamo sotto attacco speculativo da parte della finanza internazionale, che destabilizza il nostro paese e mette a rischio il futuro degli italiani.