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Raccolta Editoriali
Che fine ha fatto il decreto del Mise recante la procedura per l'attribuzione delle misure economiche compensative (quasi 51 mln di euro) per la liberazione delle frequenze DTT incompatibili con le emissioni estere?
 
Secondo Dagospia, Sky starebbe trattando l’acquisto de La 7. Ipotesi immediatamente ed aspramente smentita (da Cairo), con tanto di minacce di azioni legali.
 
Non bastasse il subisso di canali da gestire, ecco che la riforma della RAI apre lo spazio all’ennesima emittente zavorra.
 
Richiama le allodole con un'opas, politicamente impossibile, su RaiWay. Attira le volpi con rumors su una (pretesa) reale operazione dissimulata di EI Towers, le torri di Telecom Italia.
 
Ci fu un tempo che i canali tv andavano a ruba: il problema, semmai, era trovare qualcuno che li cedesse. E se era difficile scovare il singolo impianto da acquistare, figurarsi reti belle e fatte, tanto più se nazionali.
 
Alla fine il 2014 si è chiuso, pubblicitariamente parlando, decisamente meglio di come era partito: la flessione è stata solo dello 0,4%.
 
Il rinvio deciso dal governo all’introduzione del DVB T2 è motivato dall’evoluzione tecnologica in corso che oggi impedisce di capire se prevarrà lo standard H.264 o quello HEVC.
 
33, 27, 9, 8 e 59: la battuta ai logical channel number più attraenti sta pervenendo al suo apice. Segno non solo che la navigazione nella free tv generalista (o semi) è più praticata che mai, ma anche che le possibilità che il piano di assegnazione venga completamento riscritto sono considerate remote.
 
Il mercato della pubblicità nazionale radiofonica ha mostrato negli anni una triste mutazione.
 
"Il mercato televisivo presenta un impianto giuridico non in linea con l’evoluzione tecnologica. Ciò determina inefficienze".