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Raccolta Editoriali
Primo fatto: Google investe nel settore automotive per creare un’auto intelligente, autonoma e connessa insieme ad FCA. Fatto due: Volkswagen decide di seguirne le orme sfruttando la sua lunga partnership con LG per sviluppare la propria versione di smart car, l’auto connessa in rete, al fine di portare “avanti la digitalizzazione dei propri brand”.
 
Mentre in Italia il regolatore ingessa il sistema con tecnologie anacronistiche per attempati editori radiotelevisivi ormai interessati più a difendere le rendite di posizione che a guardare oltre il recinto nel quale si stanno richiudendo, la FCC statunitense sbriglia il mercato liberando 14 GHz per lo sviluppo della banda larga mobile a 5G.
 
I vecchi hanno vinto: in UK ha prevalso la strategia dello struzzo.
 
La gran parte degli editori locali (ed anche qualche nazionale, invero) si sta preparando di malavoglia all’ennesima kermesse del DAB.
 
La scorsa settimana, Telecom Italia ha fatto sapere di essere già pronta per un’eventuale asta per la banda 700 MHz pro LTE.
Per par suo, Vodafone Italia non ha tardato a esprimersi sullo stesso punto e, proprio ieri, il suo a.d.
 
Il Ministero ha lanciato il sasso e le associazioni di categoria hanno nascosto la mano. Ovviamente è finita come era stato supposto: al bando per gli FSMA locali (scadenza 10/06) parteciperanno la stragrande parte dei soggetti esistenti, per non pregiudicarsi qualsiasi opportunità futura.
 
Ormai è chiaro: il futuro della radio e della televisione digitale sarà caratterizzato da almeno tre fattori.
 
In tema radiotelevisivo siamo alle porte di un mutamento epocale. Volendo un confronto, si tratta di un evento paragonabile all’estinzione di massa del Cretaceo-Paleocene.
 
Che il piano degli LCN sia stato mal congeniato e peggio applicato è un dato di fatto. Ma esattamente come è indiscutibile la circostanza che esso, in cinque anni, ha consolidato le abitudini degli utenti e caratterizzato i fornitori di contenuti che hanno investito sulla memorizzazione dell’identificativo ai fini della loro rintracciabilità.
 
Leggendo in controluce i provvedimenti regolamentari e legislativi in tema di DTT da dieci anni a questa parte, risulta evidente la tendenza a separare definitivamente i ruoli di network e content provider su scala locale (attualmente coincidenti per circa 500 soggetti su quasi 4.000 marchi/palinsesti).