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Raccolta Editoriali
Il consesso romano del CNID, Comitato Nazionale Italia Digitale (a capo del quale vi è Paolo Romani), con ordine del giorno la continuazione delle operazioni di digitalizzazione televisiva sul territorio nazionale, sembra essere stato caratterizzato più che altro da strazianti lamenti delle rappresentanze delle emittenti locali.
 
Di norma i nostri editoriali hanno cadenza settimanale; questa volta, però, abbiamo fatto un’eccezione. Per un motivo singolare: non capita di sovente di fare un plauso alla P.A. Anzi.
 
La reazione di Murdoch alla guerra dichiaratagli da Mediaset e RAI forse non si limiterà al campo dell’alta definizione, dove il Pescecane ha un vantaggio enorme che il Biscione e il Cavallo morente faticheranno a recuperare in tempi, televisivamente parlando, ragionevoli.
 
Non avevamo capito nulla. Ci chiedevamo come mai Murdoch non si sollevasse contro gli attacchi di Mediaset e RAI, volti a fiaccare l’offerta di contenuti di Sky per sostenere il consolidamento del digitale terrestre e del provider satellitare alternativo da loro creato, Tivùsat.
 
Per ora l’unica regione all-digital è la Sardegna. Solo lì, quindi, si possono tirare le somme del traghettamento analogico. E chi pensava che tutto rimanesse inalterato deve ricredersi, perché qualche sorpresa su cui riflettere c'è.
 
C'era una volta una delibera. Una delle tante dell’Agcom di cui si è persa traccia. Eppure è un provvedimento importante ed attuale. Importante perché, se applicato, potrebbe far risparmiare tanti soldini ai telespettatori italiani.
 
Il recente oscuramente dei programmi free di RAI sulla piattaforma di Sky ha portato ad un inasprimento delle istanze per l'abolizione del canone, che, come noto, è un’imposta sul possesso degli apparecchi riceventi radiotelevisivi. Un antico balzello risalente a quando l'Italia era ancora una monarchia.
 
Il silenzio di Murdoch sulla vicenda RAI-Sky sta iniziando a crucciare i vertici del baraccone televisivo pubblico. E pare che qualche mal di testa stia procurando anche dalle parti di Cologno Monzese. Quale sarà la prossima mossa dell’Australiano?
 
A sentir parlare Berlusconi jr sembrerebbe che non vi sia dubbio che il digitale terrestre sia la massima espressione della tecnologia televisiva. Così sembrerebbe naturale che ogni investimento debba andare in quella direzione e che lo Stato lì debba fornire il massimo supporto agli operatori.
 
All'ingresso della sede RAI a Roma vi è una statua in bronzo che simboleggia un cavallo morente, icona delle primitive comunicazioni umane che cadono davanti alle nuove tecnologie. Ma, all’evidenza, anche rappresentazione, quanto mai profetica, dell’agonia dell’azienda radiotelevisiva pubblica, ultimamente disastroso ricettacolo di oggettive funeste scelte imprenditoriali.