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Raccolta Editoriali
Leggendo in controluce i provvedimenti regolamentari e legislativi in tema di DTT da dieci anni a questa parte, risulta evidente la tendenza a separare definitivamente i ruoli di network e content provider su scala locale (attualmente coincidenti per circa 500 soggetti su quasi 4.000 marchi/palinsesti).
 
Non passeranno (di mano) i 700 MHz. L’Italia, Repubblica fondata sulla tv, ribadisce la sua posizione attraverso la commissione Trasporti della Camera, rinnovando la richiesta rivolta all’Europa di concedere tempo fino al 2022 per ultimare il processo; il tutto per coordinare il rilascio delle frequenze controverse con il passaggio allo standard DvbT-2.
 
Canal+ rischia di generare nel 2016 perdite per 400 milioni di euro, quasi il doppio dell’anno precedente. A dirlo è direttamente il suo direttore generale, Stephane Roussel.
 
Torna Audiradio, ma senza la partecipazione degli inserzionisti. Gli editori radio si sono seduti intorno ad un tavolo ed hanno creato – con grande sforzo di fantasia – Il Tavolo Editori Radio, una srl (da loro partecipata) che si occuperà di certificare i loro ascolti.
 
Dopo mesi di indiscrezioni, smentite, conferme dei rumors e nuove negazioni degli stessi, s’avvia a conclusione la sofferta alienazione di Mediaset Premium a Vivendi.
 
Dunque, la notizia dovrebbe essere di quelle dirompenti: l'Agcom ha dato l’assenso a Vodafone per sviluppare il wi-fi in automobile, attraverso una connessione garantita da una sim dati installata sulla vettura.
 
L’Antitrust si avvia a dare l’assenso alla maxiconcentrazione radiofonica determinata dalla successione di Mediaset nelle quote di Finelco, il più grande gruppo radiofonico italiano.
 
William Paley, presidente dell’americana CBS (70 mln di ascoltatori, 117 stazioni in 26 mercati), ha annunciato che l’azienda sta valutando opzioni tattiche del comparto radio per «aprire possibilità di rendita per gli azionisti».
 
La fortuna delle tv della famiglia Berlusconi è nata all’insegna della gratuità. Di ciò il Biscione ne ha fatto uno slogan: ti diamo tutto senza chiederti niente.
 

Tra il 2011 ed il 2012, dopo il forfait di Audiradio, il settore radiofonico rimase per un lungo periodo senza dati d’ascolto, con effetti devastanti per le pianificazioni pubblicitarie in un periodo già marchiato dall’avanzare della crisi economica.