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Storia della radiotelevisione italiana
Pubblichiamo in esclusiva per questa rubrica due documenti introvabili per gli appassionati della storia delle prime radio e tv locali italiane.
 
Il 1° dicembre 1965 il periodico viennese "Stampa settimana", sotto il titolo "The Radio Pirates", annuncia che: "i combattenti per la libertà del Tirolo desiderano installare un canale segreto di essere attivi nel Nord e nel Sud Tirolo". Una bomba! La notizia viene prontamente diffusa dall'Austria Press Agency (APA) e ripresa da tutta la stampa austriaca e internazionale, creando un fortissimo disagio a Roma.
 

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Il 26 marzo 1927 si firmava una convenzione “tra la Repubblica di San Marino ed il Regno d’Italia per la costruzione e l’esercizio di una ferrovia elettrica San Marino – Rimini e per l’impianto e l’esercizio di una stazione radio telefonica nel territorio di questa Repubblica”.
 
Milano, aprile 1976: da meno di un anno sono partite le trasmissioni della seconda radio cittadina, Radio Montestella e già ci sono state frizioni nel gruppo fondatore.
 
Nel'aprile del 1973 nasceva il periodico indipendentista bilingue Su Populu Sardu, su iniziativa, tra gli altri, di Angelo Caria, poeta e scrittore di orientamento marxista.
 
Dal punto di vista tecnico l'impresa ha una dotazione al pari di quella di Radio 24, emittente italiana volta ad illuminare Zurigo con 50 kW da Pizzo Groppera, sopra Como e di Radio Mont Blanc 102 in Val d'Aosta, 10 kW a 3930 metri di quota, in località l'Aiguilles de Trélatête (detta anche Tré-la-Tête).
 
In occasione delle festività natalizie del dicembre 1967, Giuseppe Sacchi insieme ad altri appassionati danno vita a Biella ad una trasmissione televisiva a circuito chiuso.