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Audiradio senza pace: è il momento di Radio Non Specifica, al top dell'ascolto. Parola di Paco Astorri
Non c'è pace per l'indagine sull'ascolto radiofonico Audiradio. Dopo il "caso soglia" (portato alla ribalta da questo periodico), che ha recentemente condotto alla Delibera 75/09/CSP dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e ad una interrogazione parlamentare, è il momento topico della inedita "Radio Non Specifica". Un'emittente virtuale da 5 milioni di ascoltatori, "scoperta" da Claudio "Paco" Astorri. Ci ha infatti scritto lo station manager, invitandoci a visitare il suo scoop sul sito www.astorri.it, di cui riportiamo il contenuto. "Ho appena scoperto dai dati AUDIRADIO del 1° Bimestre 2009 che la radio con più ascoltatori nel giorno medio non è “RAI RADIO UNO”; pensavo sinceramente che l’emittente pubblica fosse al primo posto. Leggendo il solito file in formato PDF con i dati bimestrali di ascolto, distribuito dal sito di AUDIRADIO, non sembravano esserci dubbi. Invece no. E’ stata solo un’impressione, solo un riscontro virtuale. Immagino ci si possa chiedere a questo punto e legittimamente quale sia la nuova numero 1 nella classifica del giorno medio di AUDIRADIO. Risolviamo la possibile curiosità? Ecco la risposta: la radio con più ascoltatori nel giorno medio in Italia è “RADIO NON SPECIFICA”.  Tutti i possessori di software SUPERNOVA con i dati ufficiali di AUDIRADIO e, ahimè, conseguentemente tutto il mercato pubblicitario, non possono avere dubbi. E’ proprio così!  No, non è una barzelletta. E’ purtroppo incredibile ma vero ed è qualcosa che somiglia di più a un problema grave, gravissimo. Con l’unico ma fondamentale contributo del nuovo questionario telefonico di AUDIRADIO del 2009, che ha trasformato e ridotto la domanda del giorno medio in una risposta spontanea, la voce “RADIO NON SPECIFICA”, che raccoglie ascoltatori rilevati ma non assegnati alle emittenti, sale immediatamente da un bimestre all’altro (dal 6° bimestre 2008 al 1° bimestre 2009) da 2,5 a 7,5 milioni!  In pratica l’efficienza nella ricostruzione dell’ascolto del giorno medio è peggiorata del 200%, consegnando agli operatori e al mercato una ricerca che, non a caso, ha fatto segnare cadute più o meno rovinose per la gran parte delle emittenti nel giorno medio. Ora si spiega tutto.  Quindi la radio non viene ascoltata meno per l’IPod, per il WEB, per la concorrenza del digitale, bla bla bla, ma semplicemente perché “noi”, mezzo radio, l’abbiamo rilevata con una inefficienza senza pari.  Dopo anni in cui la voce “RADIO NON SPECIFICA” è stata stabilmente al valore di 2,5 milioni a ogni bimestre, si è inaugurata la nuova metodologia “non comparabile” (come dichiarato correttamente da AUDIRADIO) e il disastro non ha raggiunto confronti con la storia. Rispetto all’ultimo bimestre del 2008 ci sono pertanto ora 5 milioni (5.000.000) di ascoltatori in più nel giorno medio senza assegnazione, dunque inclusi nella voce “RADIO NON SPECIFICA”. Se pensiamo a cosa può ricavare una emittente con 5 milioni di ascoltatori nel giorno medio, si tratta di un danno di oltre 50 milioni di Euro, oltre che un colpo durissimo all’immagine del mezzo.
 


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In Italia la televisione fa semplicemente di tutto, proprio di tutto, con la collaborazione stretta dei suoi Editori e del mondo della Pubblicità riuniti in AUDITEL, per non avere, diciamo così, un solo telespettatore e/o una sola frazione di punto di rating in meno nella rappresentazione quotidiana della sua forza. Diciamo così. In realtà, la totale professionalizzazione del campione e lo strumento portatore per eccellenza di domanda di partecipazione nelle famiglie come il METER non lasciano proprio alcuna forma di dubbio razionale sul fatto che la misurazione della esposizione televisiva possa essere inferiore a quella reale. Non diciamo più di così.  Bene. E la radio? Noi abbiamo appena documentato il più grande autogol di AUDIRADIO.  Va benissimo cercare frontiere nuove e ancora più credibili nelle metodologie di rilevazione per fornire al mercato dati sempre più inoppugnabili e concreti. I diari sono uno sforzo, ancora certamente da “mettere a posto”, in tale direzione. Però… Credo si chiamasse Tafazzi quel personaggio che batteva colpi violentissimi sul suo basso ventre, per quanto imbottito. Ecco, l’autogol di AUDIRADIO richiama alla mente il miglior Tafazzi. Anzi, lo supera perché la protezione imbottita, in questo caso, manca completamente. Che grandissimo dolore! Mentre si cerca di migliorare la metodologia, si persegua anche l’obiettivo di evitare gratuite ed inutili amputazioni “tout court”, che realizzano danni incalcolabili senza alcuna forma di incremento della credibilità e dell’autorevolezza del mezzo. Si chiede troppo?"

29/05/2009 20:15
 

Audiradio e l'acqua calda

Mi sembra che con questa cosa si sia scoperta l'acqua calda. Di questo problema se ne è sempre parlato tra gli operatori, senza che se ne sia fatto nulla. Sicché lo "scoop" mi fa ridere. Quello che invece lascia l'amaro in bocca è che non si vuol comprendere che i problemi più seri di Audiradio non sono quelli tecnici (non lo sono quasi mai, in questi casi...), ma politici. A prescindere dai 24 o 30 casi minimi (pur importantissimo - e bene avete fatto a dargli tanta importanza -), finché la gestione dello strumento di rilevazione rimarrà in mano agli editori/concessionari di pubblicità si determinerà il più classico dei conflitti d'interessi: il controllato che fa anche da controllore. La soluzione è una e una sola. Agcom deve uscire dal letargo e fare quello che la legge gli impone: gestire l'indagine, o controllarla direttamente.

Acqua calda e docce fredde

Quoto al 100% che sia ora che cambi il controllore, però anche tanti controllati dovrebbero cambiare mestiere...e alla svelta, vedo che alcune "superstations" lombarde, numeri uno e compagnia di reportage varia, continuano a scendere miserevolmente (e non dipende dal controllore) nonostante la poderosa illuminazione data da un numero considerevole di impianti.
Bene controllare il controllore ma finchè il "torrone" ce l'hanno gli sdentati i networks potranno dormire tra due guanciali.
NOTIZIE CORRELATE
Pubblicati i dati risultanti dalle rilevazioni sugli ascolti radiofonici di Radio Monitor by Eurisko (ultima tornata in attesa della successione della Tavolo Editori Radiofonici srl nell'indagine) e relativi al secondo semestre 2016, dai quali spicca il dato riguardante le emittenti Mediaset: il Biscione arriva a controllare un quarto degli ascolti radiofonici nel giorno medio (attraverso le emittenti di proprietà R101, Virgin Radio e Radio 105 e senza considerare quelle commercializzate: Radio Kiss Kiss, RMC, Subasio e Norba), confermando le preoccupazioni della concorrenza (in particolare di Linus, direttore di Radio Dee Jay).
Le emittenti radiofoniche interessate stanno ricevendo in questi giorni il modulo d'adesione alla prima indagine sull'ascolto radiofonico italiano gestita dalla milanese TER - Tavolo Editori Radiofonici srl, la nuova società di diritto privato che si occuperà della raccolta e dell'elaborazione sull'audiance del medium.
La TER (Tavolo Editori Radio srl) ha assegnato l’indagine sugli ascolti radiofonici in Italia nel 2017 ad Ipsos e GfK Eurisko che si distribuiranno equamente l’incarico, mentre ad un terzo ente ancora da definire verrà affidata l’attività di controllo.
Inizieranno dall’ormai vicino 2017 i lavori della nuova Audiradio, l’istituto di rilevazione degli ascolti radiofonici che nasce dalla collaborazione fra gli editori nazionali e locali del settore.
Come ampiamente spiegato nei precedenti articoli, gli editori radiofonici pubblici e privati, nazionali (soprattutto) e locali, hanno creato una società (Tavolo Editori Radio) che ha come obiettivo la rilevazione degli ascolti dopo la chiusura di Audiradio, cui è succeduto l'istituto Eurisko con la sua indagine Radio Monitor, fino ad ora unico strumento disponibile per il monitoraggio.