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Campane a morto per DAB-T: presto Android in Italia. Già con la radio sopra...
(Radio Passioni) - Vodafone Italia si appresta a lanciare la piattaforma di telefonia Android in Italia e HTC, l'azienda specializzata in smartphone che commercializzerà il primo terminale, HTC-Magic, organizza per la prossima settimana un aperitivo-presentazione a Milano.
Ovviamente ci sarò e vi farò sapere. Con me dovrebbe esserci Mimmo Cosenza di Sinapsi, una delle teste pensanti più lucide (in tutti i sensi!) del software open source italiano, che sta studiando il sistema ed è molto interessato a toccare con mano un telefonino. Mimmo, che non è lucido per caso essendo giunto alla programmazione partendo dalla filosofia credo del linguaggio, mi ha appena scritto questo commento: «Mi sono studiato android (intendo il manuale degli sviluppatori) ... e mi sono inchinato: questi che lo hanno fatto sono davvero dei giganti delle architetture sw. E' semplicemente stupendo, certo ci sarà ancora da fare e da migliorare, ma gli architetti di Android hanno fatto un lavoro che solo ai tempi diXWindow avevo visto. Complimenti veri e sinceri a Google.»Per curiosità sono andato a sondare in rete l'eventuale disponibilità di applicazioni Android per l'ascolto della radio sul nuovo concorrente di iPhone. Non ho dovuto faticare molto, Android Radio, oggi ribattezzata Web Radio, permette per esempio di sintonizzare una selezione di 1.600 stazioni di tutto il mondo e di registrare la musica in memoria. L'applicazione si può acquistare da Sharky's Place di Vladimir Silva Ortiz e costa ben 2 dollari e 99 (rimborsabili se non siete soddisfatti). E' una mia allucinazione acustica o sentite anche voi il rumore dei chiodi conficcati nel feretro di quella radio digitale anni Ottanta del secolo scorso, che ancora non siamo riusciti a seppellire?
12/03/2009 17:52
 

Qualcuno pensa ancora che la radio digitale non passerà dal web?

Mi fanno sorridere quegli imprenditori che stanno letteralmente sbattendo via i soldi dalla finestra sperimentando tecnologie che al più serviranno a soddisfare il proprio ego e a far ascoltare la loro emittente da quattro fanatici delle nuove autoradio. Se lo vogliono mettere nella testa che il futuro della radio digitale è Internet? Ma dove vivono? Bisogna essere dei vecchi parrucconi per non averlo ancora capito. Basta guardare quello che sta succedendo in tv: se il web tra poco dominerà anche la televisione (condizionandone l'architettura tecnologica), vogliamo ancora pensare che la radio avrà un'evoluzione tutta sua? Per favore! Svegliamoci signori. Siamo nel 2009!
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"Con una decisione che segue di poco l'avvio della procedura di parziale switch-off dell'FM in Norvegia, anche la Svizzera annuncia la procedura di revisione del testo dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV), da parte del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC).
Negli Stati Uniti, la radio online è la seconda attività più comune nelle app dei dispositivi mobili con il 15% del tempo speso, seconda solo ai social network con il 29% e più diffusa dei giochi con l’11%.
Siamo al delirio: per (tentare di) risolvere il problema dell'insufficienza delle frequenze per lo sviluppo della radiodiffusione sonora in tecnica digitale terrestre (DAB+), Giacomelli inventa la riassegnazione della banda VHF aprendo la porta ad un ginepraio di ricorsi giudiziari da parte di network provider DTT che nell'ultimo quadrimestre 2016 si sono visti assegnare proprio le frequenze che lui vorrebbe ora ridistribuire.
"Sarà convocato a breve dal Sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli un Tavolo per il rilancio del digitale radiofonico e per il riordino delle frequenze, a sostegno di un comparto mai così innovativo come in questa stagione ma che ha necessità di impulsi positivi per una evoluzione tecnologica e industriale".
Un altro anno è passato e la radio digitale terrestre in Italia (così come in molti altri paesi europei) rimane poco più di un intento. Così, mentre il broadcasting IP sta galoppando un po' ovunque, da noi si assiste alla lotta con armi spuntate per la destinazione del canale 13, considerato come l'illusoria soluzione alla ventennale empasse di una tecnologia che, dopo oltre 30 anni dalla sua presentazione, non è ancora riuscita ad affermarsi.