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Crisi economica, digitale, tv e nuovi media: il futuro del tubo catodico tra progetti, collassi e banda larga
(Tv Blog.it - Stefano Havana) - Abbiamo parlato a più riprese di come la crisi economica globale stia definitivamente mutando il modo di fare televisione, in Italia, in Europa e nel mondo.

E’ forse proprio grazie al tubo catodico che chiunque può realmente rendersi conto dello stato critico in cui imperversa l’attuale società occidentale. Non tutti, infatti, sanno leggere gli indici di borsa, né ne sono interessati; pochi possono farsi un’idea della situazione captando i sommovimenti del Dow Jones. Non è detto che in molti vogliano o possano interessarsi di politica: perciò è plausibile che sia dal basso, come sempre, che l’individuo medio possa riuscire a farsi un’opinione concreta in merito. D’altra parte è sempre stato così: il prezzo delle zucchine, il caro caffè, il tramezzino della pausa pranzo più costoso del solito, la ricerca isterica di offerte nel reparto surgelati. La gente, da che mondo è mondo, preferisce osservare l’universo che esiste a pochi centimetri dal proprio naso, evitando orizzonti ben più lontani e inesplicabili.

Nessuno si è mai veramente curato del prezzo del petrolio al barile, finché non ha scoperto che stava diventando impossibile fare benzina. Chi di noi si è mai fermato a riflettere sull’importanza degli autoferrotramvieri? In pochissimi: fino al famoso maxi sciopero della scorsa estate, quando i beni di primo consumo restarono per giorni e giorni a marcire sotto al sole delle autostrade, mentre gli scaffali dei supermercati si mostravano sempre più vuoti e cartelli recanti la scritta “Tutto esaurito” cominciavano a campeggiare all’ingresso dei distributori di carburante.
Così ha funzionato per la televisione: Mediaset che rinuncia alla cerimonia di Premiazione dei Telegatti, le polemiche infinite su Sanremo, la Bbc, l’Abc e la Cbs che bloccano le produzioni e, in qualche caso, addirittura cominciano ad acquistare format stranieri anche dall’Italia, il disastro legato alla vendita degli spazi pubblicitari durante l’assegnazione degli Oscar americani, la chiusura di reti storiche, il dilagare impressionante, mai evidente come quest’anno, dei nuovi media e di Internet, l’accantonamento dei più famosi frontman a favore di esordienti giovani, belli e disposti a ingaggi più sottili: tutto questo sta bussando alle porte della comprensione del cittadino comune. Se anche il magico ed incantato mondo della Tv sta avendo tanti e tali problemi, vuoi vedere che è vero quello che dicono i telegiornali?
In merito a queste problematiche e, soprattutto, alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia, dal Web e dal progresso, è intervenuto Piero Gaffuri, direttore Rai Nuovi Media e Ad di RaiNet, che è intervenuto al convegno “Servizio pubblico, web e nuovi media”, organizzato dall’ISIMM - Istituto per lo Studio dell’Innovazione. Il problema principale, secondo Gaffuri, è dato anche dalla mancanza di diffusione capillare della banda larga nel nostro Paese:
“La predisposizione di un’offerta innovativa e ricca di contenuti live e on demand non può non tener conto degli attuali vincoli infrastrutturali presenti nelle reti digitali del nostro Paese. Sappiamo quanto la fruizione della Web Tv sia penalizzata dalla bassa penetrazione e diffusione della banda larga. Tali limiti sono importanti in considerazione del fatto che il mercato potenziale della web tv è in continua e costante crescita, così come la vendita di pubblicità on line”.
Gaffuri, come detto, affronta anche la questione relativa alla sempre più crescente diffusione della tv seguita via Internet. Il successo globale di RaiTv ne è un ottimo esempio:
“Una ricerca della European Interactive Advertising Association (EIAA), condotta in dieci nazioni del vecchio continente, sottolinea che l’82% dei giovani fra i 16 e i 24 anni passa più tempo su Internet che davanti alla televisione. E oggi Rai deve far fronte a una domanda sempre crescente: solo nel mese di febbraio i nuovi portali Rai.it e Rai.tv hanno registrato la cifra record di 6,5 milioni di utenti unici con oltre 100 milioni di pagine viste, oltre il 30 per cento in più rispetto alla media 2008. Mentre il solo sito Rai su YouTube ha raggiunto 14 milioni di visualizzazioni. Numeri televisivi, a cui occorre dare un seguito tecnologico adeguato”.
A proposito di YouTube: proseguiamo quest’articolo parlando proprio di numeri legati alla crisi e ai nuovi sviluppi. In totale i navigatori americani hanno visualizzato 14,8 miliardi di video su YouTube durante il primo mese del 2009, vale a dire il 4% in più rispetto al dicembre 2008. Il sito leader di video-sharing ha superato, sempre nel mese di gennaio, i 100 milioni di visitatori nei soli Stati Uniti. Si tratta della prima volta nella storia di Youtube che vengono superati i 100 milioni di visite uniche: è ovvio che nei mesi successivi, quelli che stiamo attualmente vivendo, la cifra sia ulteriormente cresciuta. Vedremo alla prossima rilevazione.
Concludiamo con un paio di notizie direttamente dal mondo del digitale. Ovviamente, trattandosi di televisione tradizionale, non possono che essere cattive nuove: Bloomberg Television, infatti, ha chiuso tutte le versioni internazionali del suo canale compresa quella italiana ricevibile sul canale 504 di Sky. Le versioni Italia, Germany, France, Spain sono state cancellate per lanciare Bloomberg Europe, un’unica versione del canale per tutta l’Europa che trasmetterà in lingua inglese: ciò è stato dovuto alla forte crisi economica che sta attraversando Bloomberg TV. La speranza della società è di risanare così il bilancio: tuttavia l’operazione è già costata il posto ad oltre 100 dipendenti.
Infine un nuovo ingresso nel pacchetto Sky: da oggi il canale Sportitalia24 sarà regolarmente ricevibile sul canale 226 dello Skybox. Oltre al notiziario sportivo che viene trasmesso quasi ogni due ore durante la giornata, la programmazione è molto ampia e spazia dal calcio al volley, dalla NBA al magazine di approfondimento sul wrestling WWE News.
14/03/2009 08:23
 
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