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DTT, Piemonte. Riunione alla Regione con operatori per discutere di contributi e LCN. All’esito, prospettive di (scarsi) finanziamenti e improbabili soluzioni per numerazioni
Il 6 novembre scorso alla Regione Piemonte, dando seguito a precedenti incontri sugli aiuti economici a favore delle emittenti locali, visti i (peraltro prevedibili) problemi riscontrati con lo switch-off, si è tenuta una apposita riunione alla presenza degli operatori.
In quella sede si è avuta conferma che l'ente (rivelatosi decisamente distratto nella prima fase del digitale terrestre), previa approvazione dell'assestamento di bilancio attualmente fermo in consiglio regionale, ha previsto un sostegno alla “comunicazione” per promuovere l'informazione verso i cittadini sul passaggio al digitale e sui problemi emersi con la migrazione. Tale contribuzione sarà programmata fino a marzo 2010, per un ammontare di 900.000/1.000.000 di euro, da suddividere fra le emittenti secondo le graduatorie Corecom (previa introduzione di alcune modifiche da concertarsi fra gli operatori). A quanto riferito dall'assessore regionale presente, Andrea Bairati, sarebbe previsto anche un accesso alle garanzie e riassicurazioni pubbliche, in convenzione con il sistema bancario piemontese, a favore delle tv locali piemontesi per fronteggiare le necessità finanziarie in questa fase di crisi economica e di impellenza di investimenti. Ovviamente, tutto ciò previa valutazione dei bisogni e delle caratteristiche finanziarie e patrimoniali dei beneficiari (che dovranno fornire opportune garanzie). Dette misure di finanziamento sarebbero finalizzate a coprire parte degli investimenti in tecnologie e materiali, consulenze e acquisto di know-how, progetti di sviluppo, riqualificazione del personale e della organizzazione aziendale. La quota di un 1/3 dovrebbe essere a fondo perduto, mentre la restante potrebbe essere costituita da un finanziamento da restituirsi in 5 anni, a tasso zero. Il relativo bando potrebbe essere disponibile già a fine anno e reso subito operativo. Come alternativa di credito, vi è la misura rotativa che è attualmente operativa per tutte le imprese e subito disponibile (rotazione in 5 anni come previsto dai regolamenti comunitari attualmente in vigore). Gli importi finanziabili per ciascuna emittente sono articolati in tre fasce (anche qui si parla di bozza di massima, che sarà sottoposta a revisione in successivi incontri): 500.000 euro per le emittenti regionali fra le prime 10 in graduatoria; 300.000 euro per le emittenti regionali nella seconda fascia; 150.000 euro per le emittenti provinciali. Quanto sopra è previsto sia per le emittenti in condizione di post switch-off (Area tecnica 1: Piemonte occidentale, Torino-Cuneo), che per quelle in pre switch-off (Piemonte orientale). Da sottolineare che 200.000 euro sono stati già erogati alle sole emittenti del Piemonte occidentale nei mesi scorsi. Si tratta quindi di cifre decisamente modeste rispetto all’esposizione di costi cui sono andate incontro le emittenti con la digitalizzazione delle trasmissioni. Nell’incontro si è altresì discusso della controversa questione dei numeri LCN. L'assessore Bairati si è dichiarato pronto a comunicare all'Agcom la propria posizione in merito agli LCN. L’idea sposata dalla Regione sarebbe quella di sollecitare l’approvazione di un provvedimento centrale per l’assegnazione in Piemonte della numerazione LCN alle varie emittenti attraverso un atto politico, da inviare al Consiglio per l'approvazione legislativa. In tale atto si recepirebbe per il Piemonte l'accordo (contestato da molti operatori locali) sottoscritto da DGTVi per i primi 100 numeri (1-9 nazionali, 10-19 locali, 20-49 nazionali, 50-89 locali, 90-99 nazionali), estendendolo alle numerazioni 200-299, 300-399 ecc. con la stessa ripartizione. Per l'assegnazione dei numeri nei singoli segmenti LCN riservati alle emittenti locali, il provvedimento potrebbe indicare quale criterio la media della graduatoria Corecom degli ultimi tre anni (le emittenti locali non in graduatoria avranno i numeri a seguire). Il tutto dovrà ripetersi per le centinaia a seguire con gli stessi spazi e gli stessi criteri, mentre il Corecom registrerà l'assegnazione dei vari numeri. Una soluzione, quella della regolamentazione regionale, che, oltre ad essere malvista dalle stesse emittenti, appare decisamente improbabile per alcune considerazioni di natura giuridica e fattuale. Anzitutto, qualsiasi proposta di preassegnazione (rispetto alla definitiva conclusione dello switch-off o quantomeno prima dell'assegnazione delle frequenze del dividendo digitale) difficilmente potrebbe  trovare riscontro dall’Agcom, che così facendo si esporrebbe a sicure censure di disparità di trattamento sia per i nuovi entranti (gli assegnatari delle frequenze del dividendo digitale) e per le regioni non regolate (si creerebbe un intollerabile “federalismo” delle regolamentazione dei numeri LCN); in secondo luogo un'assegnazione scoordinata, quantomeno a livello sovralocale, nel Piemonte orientale (ma anche in aree di quello occidentale) determinerebbe certamente conflitti di attribuzione con le emittenti dell’area tecnica 3 (Lombardia, non ancora migrata) e dell’area tecnica 8 (Liguria, non ancora migrata), consegnando inopinatamente privilegi giuridici che sarebbero oggetto di immediata contestazione dalle emittenti non regolate con elevatissime probabilità di vittoria avanti ai giudici amministrativi. La terza considerazione si basa su una considerazione di fatto: se le graduatorie Corecom sono (come le classifiche Auditel) dinamiche per natura e quindi soggette e posizionamenti dettati da particolari contingenze, come è possibile che, quand'anche attraverso una media triennale, possano assurgere a criterio di assegnazione definitiva di una numerazione che, per converso, si assume statica? Così facendo, salva la previsione di una improbabile revisione triennale, si creerebbero pericolose posizioni di vantaggio sfavorevoli ai nuovi entranti. Infine, sempre in relazione ai nuovi assetti digitali in punto di fatto, considerato che il numero LCN è identificativo del programma e non già dell'operatore di rete, che senso avrebbe, in fase di start-up di nuovi prodotti televisivi, assegnare posizioni numeriche legate al "passato editoriale" del network provider?
08/11/2009 13:39
 
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