Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Editoria e web. Saranno le nuove tecnologie a salvare gli eredi di Gutenberg?
Le nuove tecnologie sono state da tutti considerate come una panacea per tutti i problemi legati all’editoria. Ma sino ad ora le promesse non sono state mantenute. Forse perché tutti pensavano ad internet, mentre la vera chiave di volta potrebbero essere dei lettori elettronici di ultima generazione. Si chiamano e-reader, sono più grandi dello schermo di un iPod, molto più grandi di un lettore e-book e saranno commercializzati dal prossimo anno. Potrebbero, secondo quanto dichiarato dal New York Times, essere la chiave di volta per la salvezza dell’editoria internazionale. Sono anni che i guru di ogni parte del pianeta cercano nelle nuove tecnologie il rimedio universale per tutti i mali della carta stampata. Tutti pensavano ad internet e alle edizioni online, ma sino ad ora qualcosa si è sempre inceppato. I lettori non si sono mai abituati a leggere il giornale solo sullo schermo di un pc, sul cellulare o su altri dispositivi simili. Molto più comoda, nonché versatile, l’edizione cartacea. Ragion per cui si è pensato di investire su device elettronici in grado di visualizzare una pagina intera del giornale. Schermi grandi, piatti e colorati, che se diffusi nelle case e negli uffici dei lettori di tutto il mondo, potrebbero consentire la diffusione dei quotidiani via internet. Spazzando via gran parte dei costi legati ad acquisto di carta, stampa e diffusione dei cari vecchi quotidiani cartacei. Fantascienza? Forse no. Basterebbe comprendere quale sia la massa critica di riferimento e la soglia di penetrazione che questi schermi potrebbero avere nel mercato, per far sì che un modello di business simile diventi sostenibile. Economisti di tutto il mondo, calcolate! Ma fate presto, che qui si chiude quasi un giornale al giorno. (Davide Agazzi per NL)
05/05/2009 13:12
 
NOTIZIE CORRELATE
In una recente intervista per il quotidiano ItaliaOggi, Ernesto Auci, ex direttore del Sole tra il 1997 e il 2001 ed oggi presidente di Firstonline, ha espresso il proprio punto di vista sulla preoccupante situazione de Il Sole24Ore, prodotto editoria di Confindustria.
I dati riguardanti i primi mesi del 2017 mostrano, perlomeno in Italia, la crescita di un peculiare meccanismo che vede le grandi catene editoriali prevalere nettamente su quelle che sono le “piccole realtà”; un fenomeno lento ma costante ed in continua crescita.
Giovedì 9 marzo l’Antitrust si è espressa a favore della fusione Espresso-Itedi, imponendo però alcune condizioni da rispettare: il gruppo che edita Repubblica dovrà cedere a terzi il compito della raccolta pubblicitaria per le province di Genova e Torino, con il conseguente ritiro della concessionaria Manzoni (interna al gruppo Espresso) dalle due province.
L’attesa per l’integrazione Espresso-Itedi decisa il primo agosto dello scorso anno è ormai prossima ad una conclusione. "L'accordo segna una svolta importante per il Gruppo Espresso che avvia oggi un nuovo percorso di sviluppo, garanzia di un solido futuro in un mercato difficile. La missione di questa casa è sempre stata l’editoria, al servizio di una crescita civile del Paese. Con questa operazione, l’impegno viene riconfermato e accresciuto".
Torna a calare il dato della diffusione della stampa, sia cartacea che digitale, tra i lettori italiani: l’indagine Audipress 2016/III segnala una contrazione dell’1,4%, dato che sconfina rispetto alle previsioni del trend comunque negativo, ancorché più moderato.