Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Editoria online. Google come il NYTimes, la sfida è sul giornalismo locale
Tre comunità del New Jersey - Maplewood, South Orange e Millburn – sono coinvolte in due distinti progetti di citizen journalism: il professionale The Local del NYTimes e il tecnologico Patch di Polar Capital Group (Google). Obiettivo: la piccola pubblicità.
Non c’è nulla di meglio di un quotidiano locale online per risvegliare qualche piccola comunità e i suoi intraprendenti investitori. È questa la strada recentemente intrapresa dal New York Times per risollevare le sorti alle quali sembra essere condannato. Vendere 21 piani della propria sede non può bastare per rinfoltire le casse. L’attuale momento di crisi internazionale esige una ferma reazione, che deve però avvenire in modo chiaro ed esclusivamente attraverso piccoli passi. Il citizen journalism potrebbe essere la soluzione più gettonata. Non è dunque un caso che il progetto The Local abbia trovato un concorrente degno di nota (Google), capace per intraprendenza tecnologica di competere con la professionalità giornalistica del NYTimes, dunque di offrire alle comunità locali non solo ampio spazio per la gestione della propria informazione, ma anche libertà nella veicolazione della piccola pubblicità. L’alternativa si chiama Patch, editoriale finanziata da Polar Capital Group, società privata di investimenti del miliardario top manager di Google, Tim Armstrong. Se The Local mantiene un’impostazione grafica più tradizionale, molto scritta e naturalmente più legata alle logiche giornalistiche del NYTimes, Patch è più snella e interattiva, evidentemente collegata alle meccaniche “internettiane” di papà Google. Qualunque sia l’apparenza l’obiettivo rimane lo stesso: coinvolgere le comunità locali nella pubblicazione (comunque filtrata) di contenuti locali, nella speranza di stimolare la piccola pubblicità, i piccoli investitori locali che di fatto potrebbero avere grossi benefici nell’essere veicolati da portali web di successo. Il risultato (sia nel caso di The Local, sia nel caso di Patch) è un ibrido di giornalismo locale, blog e community, comunque autentico e originale nella forma quanto nei contenuti. Secondo Armstrong “prodotti come Patch (o The Local) saranno una via commercialmente fattibile per sostenere il lavoro importante dei giornalisti, delle istituzioni e dei business locali” (dichiarazione tratta dal Corriere della Sera). (Marco Menoncello per NL)
17/03/2009 08:15
 
NOTIZIE CORRELATE
YouTube si è lanciata nel mondo dello streaming tv a pagamento (SVOD) e sembra intenzionata a fare le scarpe alle concorrenti, Netflix e Direct tv su tutte.
Google non usa mezzi termini, soprattutto quando si tratta di tutelare la sua immagine dall’essere associati con le bufale online e, proprio per questo è arrivata, recentemente, la prima batosta al mondo delle fake news made in Italy; la compagnia di Mountain View, infatti, ha recentemente privato il noto blog complottista Byoblu, a cura di Claudio Messora, della possibilità di monetizzare i suoi contenuti con i banner di AdSense.
La pubblicità digitale è quasi totalmente in mano a Google e Facebook che costituiscono una sorta di duopolio in questo fiorente settore.
Attraverso un post sul blog aziendale firmato da Kent Walker, vice presidente di Google, l’azienda di Mountain View risponde alla Commissione UE: per loro non c’è alcun abuso di posizione dominante.
Dopo Google, anche Apple lancia la sua idea per innovare il piccolo schermo: si chiama "Tv", un’applicazione che, come il set top box di Mountain View, mira a creare, come dice il ceo Tim Cook (foto), “un unico posto in cui accedere a tutti i vostri show tv e ai film”.