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Editoria. Testate inglesi sotto accusa: gonfiati i dati sulle copie vendute
L’accusa dell’Audit bureau of circulations: il 67,5% della distribuzione in stock dei quotidiani nazionali è stata realizzata attraverso le compagnie aeree. Secondo l’Audit bureau of circulations (Abc), i dati dichiarati sulle copie vendute dei quotidiani nazionali inglesi risulterebbero gonfiati. Dopo un’indagine condotta sulle vendite nel mese di febbraio l’Abc ha reso noto che le dichiarazioni in merito alle copie circolanti non corrispondono a quelle vendute singolarmente. Ciò si verifica grazie alla possibilità di vendita di copie in blocco, secondo una tariffa nominale, alle compagnie aeree e ferroviarie, hotel, palestre e fast food che offrono ai loro clienti i giornali gratuitamente. Generalmente le testate possono includere nel totale della circolazione questa distribuzione, ma ciò che non convince del tutto l’Abc sono le diffusioni relative alle compagnie aeree. Nel mese di febbraio, infatti, i revisori dell’ente avrebbero trovato un’incongruenza fra il dato della vendita in stock e quello in edicola e abbonamenti. Secondo l’indagine il 67,5% della distribuzione media in stock dei quotidiani nazionali di febbraio, pari a 391.126 copie, è stata realizzata attraverso le compagnie aeree. Sotto accusa sono finite le maggiori testate inglesi. Secondo l’Abc, The Daily Telegraph avrebbe distribuito in blocco 112.004 copie delle complessive 821.943 diffuse nel mese scorso, di cui 94.579 attraverso le compagnie aeree. Il Daily Mail avrebbe distribuito 128.996 copie in stock di cui108.678 negli aeroporti su un totale di 2.218.547. Discorso analogo per quanto riguarda testate come Mail on Sunday (5,9%), Independent (20,1%), Observer (5,4%) e The Guardian. Quest’ultimo, che ha reso noti i dati sulle copie vendute sul proprio sito internet, avrebbe collocato sulle compagnie aeree il 4,3% delle 340.238 copie nel mese di febbraio. (Dati estrapolati dall’edizione di Italia Oggi del 7/03/2009). (Sara Fabiani per NL)

 

12/03/2009 08:27
 
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