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Garante Privacy. Giornalisti: attenzione a foto e informazioni prese dai social network

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27/07/2009 20:43
 
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Lo scorso 17 marzo il consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare il decreto legislativo “che prevede disposizioni per l’incremento dei requisiti e la ridefinizione dei criteri per l’accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata dei giornalisti e per il riconoscimento degli stati di crisi delle imprese editrici, in attuazione della legge 26 ottobre 2016, n. 198” (Comunicato stampa ufficiale del Consiglio dei Ministri).
Le due novità in fatto di navigazione, Whatsapp Web e Telegram Web, famosi servizi di messaggistica istantanea nati come semplici app e adesso usufruibili anche tramite sito web su computer e tablet, sono state recentemente prese di mira dagli hacker della Rete; questo almeno è quanto emerge da uno studio firmato Check Point Software Technologies Ltd., ovvero un'azienda israeliana produttrice di dispositivi di rete e software, specializzata in prodotti relativi alla sicurezza quali firewall e VPN (Virtual Private Network - rete di telecomunicazione privata).
La “ricongiunzione” consente – a chi ha versato contributi in gestioni previdenziali diverse – di accentrare tutti i periodi assicurativi presso un unico ente, al fine di ottenere un’unica pensione. Le contribuzioni sono materialmente trasferite da ente ad ente.
La tutela della privacy è prevista espressamente solo per le persone fisiche e non si estende a quelle giuridiche. Le società, pertanto, non possono opporsi alla richiesta di accesso civico ad atti e documenti ad esse relativi detenuti dalle P.A. in funzione dell’interesse privatistico della tutela dei propri dati personali ex art. 5 bis, comma 2 lett. a d.lgs. 33/2013.
Esiste ancora, nell’ambito giornalistico, una disparità di trattamento retributivo legata al genere di appartenenza. Questo, almeno, è il dato evidenziato da un articolo pubblicato sul sito di INPGI notizie intitolato “8 marzo/Le giornaliste continuano ad essere penalizzate”.