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Internet, Francia. Legge su download illegali: ricorso alla Corte costituzionale

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21/05/2009 07:57
 
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In attesa che si concluda la vicenda Premium, Vivendi deve risolvere i problemi in casa. Canal+, in calo nelle sottoscrizioni (492mila in meno nel 2016), è in rosso di quasi 400 milioni di euro.
Periodo nero per la media company francese Vivendi, sia dal punto di vista economico che da quello legale: il bilancio dello scorso anno non è andato affatto bene e, all’orizzonte, si profila la spinosa questione giuridica legata all’affaire Mediaset.
Il rigore del metodo è ciò che conferisce alle scienze dure credibilità e affidabilità e, per questo motivo, vanta numerosi tentativi di esportazione in altre aree del sapere. Se da uno studio dipendono decisioni importanti, poi, rasserena poter contare su un metodo considerato garanzia di conoscenza (quasi) certa della realtà oggettiva. La pubblicità in radio, tuttavia, non gode di questo privilegio.
Chi legge i giornali lo fa sempre più spesso sul proprio telefonino. L'Acpm (Alliance pour le ciffres de la presse et des médias), incaricata di monitorare la diffusione della stampa in Francia, ha certificato il sorpasso del digitale (53%) sulla carta stampata (47%) per quanto riguarda le abitudini dei lettori, mentre, tra le persone che leggono i giornali sul web, il 41% utilizza uno smartphone e il 40% si avvale del pc.
C'è poco da fare, i conti continuano a non tornare: quei 3 mld di euro non sono sufficienti per Delphine Ernotte, AD di France Télévisions, beneamata dal presidente Hollande, giunta ormai due anni fa al vertice della tv di stato con l'obiettivo ambizioso di risanarla e di ridurre entro il 2020 i contributi del ministero dell'economia che (esattamente come in Italia) rimane il suo unico azionista.