Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
IRAN-USA: otto anni a giornalista Saperi. Obama e Hillary Clinton "profondamente delusi". Avvocato presenta appello, padre denuncia intimidazione
La giornalista irano-americana Roxana Saberi, in carcere dal 31 gennaio scorso a Teheran, è stata condannata dalla Corte rivoluzionaria a otto anni di carcere per spionaggio a favore degli Usa. Lo ha detto oggi all'ANSA il suo avvocato, Abdolsamad Khorramshahi, aggiungendo che presenterà ricorso in appello.
Nel frattempo però, ha sottolineato il legale, la Saberi dovrà rimanere in prigione, perchè la Corte non le ha concesso la libertà su cauzione. Sentenza commentata negativamente dagli Stati Uniti. Il segretario di stato, Hillary Clinton, ha espresso «profonda delusione» per questo pronunciamento. «Stiamo lavorando strettamente con la Svizzera - ha aggiunto - per ottenere dettagli sulla decisione del tribunale e per garantire la sua sicurezza». Il padre della giornalista, Reza Saberi, che oggi si è visto rifiutare il permesso di incontrarla, ha detto all'agenzia Afp che la figlia ha fatto false confessioni in cambio della promessa, poi non mantenuta, di essere rilasciata. «Roxana ci ha detto che tutto quello che ha confessato non era vero, ma che era stata intimidita e che le era stato detto che se avesse collaborato sarebbe stata liberata», ha detto l'uomo. Reza Saberi, che è arrivato in Iran dagli Stati Uniti il 5 aprile scorso con la madre della giornalista, giapponese, ha aggiunto che rimarrà a Teheran «fino a quando Roxana non sarà liberata». L'avvocato Khorramshahi non ha voluto da parte sua commentare le dichiarazioni del padre della sua cliente, limitandosi a dire che «in aula Roxana non ha fatto alcuna confessione». Le accuse rivolte dall'imputata alla magistratura iraniana si riferirebbero quindi alla fase istruttoria del processo, che si è svolto il 13 aprile scorso. Il caso della giornalista irano-americana coincide con le offerte di dialogo avanzate a Teheran dall'amministrazione Usa del presidente Barack Obama. Roxana Saberi, 31 anni, è nata negli Stati Uniti ed è cittadina americana, ma da sei anni risiede in Iran con un passaporto iraniano. Teheran la considera quindi iraniana, non le riconosce la cittadinanza americana e ha finora ignorato un appello per il suo rilascio giunto dal segretario di Stato americano Hillary Clinton. Nella Repubblica islamica la Saberi ha lavorato come free-lance per la National Public Radio, la Bbc e Fox News. Ma le autorità iraniane hanno detto che da due anni le era stato revocato l'accredito di giornalista, e quindi non era più autorizzata a svolgere questa attività. Negli ultimi anni altri cittadini irano-americani, ricercatori universitari e membri di organizzazioni non governative, sono stati incarcerati per periodi di diversi mesi in Iran con l'accusa di attività contro la sicurezza nazionale. Ma alla fine sono stati scarcerati senza processo e hanno potuto fare ritorno negli Stati Uniti. (ANSA).
 
 
19/04/2009 09:30
 
NOTIZIE CORRELATE
Gli Stati Uniti hanno ultimato l’asta per la cessione delle frequenze nella banda 600 MHz dagli operatori televisivi alle telco: il guadagno è stato praticamente un quarto rispetto alle previsioni ma l’asta dà il via allo sviluppo del 5G.
La notizia è rilevante non solo per l'entità economica dell'operazione, ma anche per il segnale che essa manda al settore delle tlc e dei content provider radio e tv.
Nella giornata di venerdì il web è andato in tilt a causa di un attacco informatico di alcuni hacker, per ora non identificati, partito da diversi dispositivi smart infettati e diretto ai server della Dyn, una delle più grosse compagnie americane che si occupa di gestire una grossa fetta dei DNS della rete statunitense.
Gli Stati Uniti voteranno oggi una proposta mirata a fornire agli operatori tlc delle nuove frequenze per lo sviluppo delle reti di quinta generazione; in Europa, invece, sembra interminabile il circo dei botta e risposta che continua solo a far perdere tempo.
Il presidente Ferro non intende vendere, anzi fa sapere che i suoi avvocati stanno lavorando a un’offerta per comprare. Il gruppo editoriale Gannett di USA Today ha lanciato un’opa sulla news company Tribune Publishing, il cui management pare non avere intenzione di cedere.