Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Nielsen: il mercato pubblicitario è in calo del -16,0% nel periodo gennaio-settembre 2009
Da gennaio a settembre gli investimenti pubblicitari ammontano a 5.990 milioni di euro con una flessione del -16,0% rispetto al corrispondente periodo del 2008. Settembre 2009 verso settembre 2008 la variazione è del -12,8%.
A livello di settori merceologici, considerando il periodo cumulato, si registrano: -11,6% per gli Alimentari, -21,3% per le Auto e -5,7% per le Telecomunicazioni. Wind, Unilever, Vodafone, Telecom It. Mobile, Ferrero, Barilla, Procter&Gamble, L’Oreal, Volkswagen e Fiat Div. Fiat Auto guidano la classifica dei Top Spender nei primi nove mesi del 2009 con investimenti pari 829 milioni di euro, in calo del -11,9% sul corrispondente periodo dell’anno scorso. La Televisione, considerando i canali generalisti e quelli satellitari (marchi Sky e Fox), mostra una flessione del -13,2% sul periodo cumulato e del -7,1% sul singolo mese. La Stampa, nel suo complesso, da gennaio ha un calo del -23,6%. I Periodici diminuiscono del -28,8% con l’Abbigliamento a -29,0%, la Cura Persona a -24,3% e l’Abitazione a -31,7%. I Quotidiani a pagamento mostrano una flessione del -19,5% con l’Automobile, l’Abbigliamento e la Distribuzione, i tre settori più importanti, che riducono la spesa rispettivamente del -34,5%, del -24,1% e del -25,7%. Sono in controtendenza l’Abitazione che aumenta del +8,8% sul cumulato (e del +15,6% settembre 2009 su settembre 2008) e il Turismo/Viaggi con il +7,5%. A livello di tipologie la Commerciale segna il -22,9%, la Locale il -15,1% e la Rubricata/Di Servizio il -17,1%. In contrazione anche la raccolta dei Quotidiani Free/Pay Press (-28,7%). La Radio diminuisce da gennaio del -14,0% ed è in leggera crescita nel confronto mensile settembre 2009 su settembre 2008 (+0,6%). Fanno registrare variazioni negative anche: Affissioni (-26,0%), Cinema (-12,4%), Out of Home Tv (-1,1%) e Direct Mail (-17,9%). Performance positiva invece per Internet che cresce del +5,2% raggiungendo i 421,4 milioni di euro e per le Cards (+1,0%). (Nielsen)
 
 
 
11/11/2009 14:27
 
NOTIZIE CORRELATE
In Germania scoppia la bufera tra politica e imprenditori del settore pubblicitario: per quanto i numeri siano ottimi, se si pensa che nel 2016 vennero investiti fino a 45 miliardi di euro in pubblicità, guardati con maggiore attenzione, i risultati pervenuti dalle analisi dello scorso anno, secondo Andreas Schubert, presidente della Zentralverband der deutschen Werbewirtschaft (Zaw, cioè l’associazione centrale dell’economia pubblicitaria tedesca), essi potrebbero essere ancora più prominenti e a favore di un’economia in crescita, ma ad oggi non è ancora così.
Pubblicità attraverso gli influencer: chi, tra i volti più noti al pubblico (non necessariamente per mezzi diversi da quelli online), si scatta una foto (il cosiddetto selfie) o si fa fotografare con un prodotto o un marchio ben visibile fa pubblicità a questo, utilizzando la propria immagine che per via della sua fama, produce un istintivo rapporto di fiducia per i suoi fan, fungendo da cassa di risonanza per il prodotto o brand in questione.
L’ossessione di chi fa marketing nell’era 2.0 è il customer journey: le aziende osservano il comportamento degli utenti per individuare i momenti migliori in cui intercettare la loro attenzione e presentare il proprio messaggio.
Dal 2018 scompariranno gli spot pubblicitari di 30 secondi su YouTube e Google ha reso noto di “volersi concentrare sui formati che vadano bene sia per gli utenti che per i clienti”.
Nell’era del web 2.0 il superlativo assoluto del successo di una pubblicità non si costruisce con l’aggettivo “planetario”, ma con “virale”.