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Radio digitale: DAB-S e HD radio tra i peggiori flop 2000-2010
Il settimanale Time ha stilato una classifica dei dieci flop tecnologici più clamorosi in questa prima decade del ventunesimo secolo. In questa "bottom ten", accanto a Microsoft Vista e Microsoft Zune, c'è anche la radio satellitare digitale di Sirius XM (oltre alla telefonia satellitare di Iridium). CNET compie una operazione analoga, elencando però 25 clamorosi flop commerciali. Nel suo caso oltre a Sirius XM, la testata online inserisce nella sua hall of shame anche HD Radio (che però secondo CNET potrebbe aver più fortuna nei prossimi dieci anni). Per la classifica completa cliccate qui. (da Radio Passioni)
 
20/07/2009 13:00
 
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"Con una decisione che segue di poco l'avvio della procedura di parziale switch-off dell'FM in Norvegia, anche la Svizzera annuncia la procedura di revisione del testo dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV), da parte del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC).
Negli Stati Uniti, la radio online è la seconda attività più comune nelle app dei dispositivi mobili con il 15% del tempo speso, seconda solo ai social network con il 29% e più diffusa dei giochi con l’11%.
Siamo al delirio: per (tentare di) risolvere il problema dell'insufficienza delle frequenze per lo sviluppo della radiodiffusione sonora in tecnica digitale terrestre (DAB+), Giacomelli inventa la riassegnazione della banda VHF aprendo la porta ad un ginepraio di ricorsi giudiziari da parte di network provider DTT che nell'ultimo quadrimestre 2016 si sono visti assegnare proprio le frequenze che lui vorrebbe ora ridistribuire.
"Sarà convocato a breve dal Sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli un Tavolo per il rilancio del digitale radiofonico e per il riordino delle frequenze, a sostegno di un comparto mai così innovativo come in questa stagione ma che ha necessità di impulsi positivi per una evoluzione tecnologica e industriale".
Un altro anno è passato e la radio digitale terrestre in Italia (così come in molti altri paesi europei) rimane poco più di un intento. Così, mentre il broadcasting IP sta galoppando un po' ovunque, da noi si assiste alla lotta con armi spuntate per la destinazione del canale 13, considerato come l'illusoria soluzione alla ventennale empasse di una tecnologia che, dopo oltre 30 anni dalla sua presentazione, non è ancora riuscita ad affermarsi.