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Radio digitale. DAB-T la tecnologia non morta
C'è uno zombie che si aggira nell'etere mondiale. E' il DAB-T, il formato letargico della radio digitale che trascina i suoi stracci qua e là sulla Terra. Uno stato catatonico confondibile con la morte tecnologica che connota una tecnica di radiodiffusione numerica colpita da periodiche funeste notizie, che contribuiscono a rinnovarne la jellattrice patente. La consueta occasione per (s)parlarne viene ora dalla Digital Radio Conference che l'amico Andrea Lawendel di Radio Passioni ricorda essere in corso a Tunisi ("Una cronaca abbastanza dettagliata degli interventi di oggi alla DRC09 è già stata pubblicata dal grande James Cridland sul suo blog", sottolinea Andrea). Su RP, il giornalista esperto di cose radiofoniche spiega che "Il contributo più interessante, a detta di tutti, è stato quello del consulente inglese Grant Goddard, che ha fatto il punto sulle reali (e sottolineo reali) prospettive della radio digitale in Gran Bretagna, tra l'altro una delle nazioni leader del fenomeno e una delle poche ad aver parlato in modo esplicito di switch off della radio analogica". Continua Lawendel: "Il succo del discorso di Goddard è che a fronte della sostanziale tenuta dell'FM, degli intrinseci difetti del digitale (per esempio la scarsa qualità della ricezione indoor con il DAB), degli errori dei pianificatori (aver pensato che sarebbe bastato creare una infrastruttura con un nome modaiolo per far arrivare frotte di acquirenti, senza nemmeno pensare di proporre dei contenuti esclusivi attraverso il digitale), la bassa reattività del mercato dei ricevitori (che non hanno mai pensato di coprire il segmento per il quale il DAB era statro concepito, vale a dire l'ascolto in auto) e di imprevedibili fattori esterni (lo sviluppo di Internet mobile, lo scarso valore delle frequenze FM, assai poco appetibili in una eventuale messa all'asta)... A fronte di tutto questo il DAB, salvo un vero miracolo, ha ben poche prospettive come tecnologia di sostituzione dell'FM. Se volete, potete leggere molte di queste considerazioni nei post del blog personale di Grant a questo indirizzo".
04/06/2009 19:45
 
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"Con una decisione che segue di poco l'avvio della procedura di parziale switch-off dell'FM in Norvegia, anche la Svizzera annuncia la procedura di revisione del testo dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV), da parte del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC).
Negli Stati Uniti, la radio online è la seconda attività più comune nelle app dei dispositivi mobili con il 15% del tempo speso, seconda solo ai social network con il 29% e più diffusa dei giochi con l’11%.
Siamo al delirio: per (tentare di) risolvere il problema dell'insufficienza delle frequenze per lo sviluppo della radiodiffusione sonora in tecnica digitale terrestre (DAB+), Giacomelli inventa la riassegnazione della banda VHF aprendo la porta ad un ginepraio di ricorsi giudiziari da parte di network provider DTT che nell'ultimo quadrimestre 2016 si sono visti assegnare proprio le frequenze che lui vorrebbe ora ridistribuire.
"Sarà convocato a breve dal Sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli un Tavolo per il rilancio del digitale radiofonico e per il riordino delle frequenze, a sostegno di un comparto mai così innovativo come in questa stagione ma che ha necessità di impulsi positivi per una evoluzione tecnologica e industriale".
Un altro anno è passato e la radio digitale terrestre in Italia (così come in molti altri paesi europei) rimane poco più di un intento. Così, mentre il broadcasting IP sta galoppando un po' ovunque, da noi si assiste alla lotta con armi spuntate per la destinazione del canale 13, considerato come l'illusoria soluzione alla ventennale empasse di una tecnologia che, dopo oltre 30 anni dalla sua presentazione, non è ancora riuscita ad affermarsi.