Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Radio digitale, Svizzera: diversamente dall’Italia, un grande successo.
In Svizzera, nel corso del 2008 le vendite di ricevitori DAB (Digital Audio Broadcasting) hanno registrato un considerevole aumento, tanto da raggiungere cifre pari a ben sei volte quelle dell’anno precedente. In particolare, alla fine del 2007 si contavano 80.000 radio DAB fra i nuclei familiari elvetici, mentre alla fine del 2008 sono stati superati i 200.000 apparecchi, con un’ulteriore tendenza al rialzo. Sul fronte della distribuzione, tutti i rivenditori specializzati hanno introdotto nella loro griglia di assortimento apparecchi delle marche e modelli più disparati, a partire da 100 franchi. Alla SRG SSR idée suisse, come vettore primario, va indubbiamente riconosciuta un gran parte di questo risultato. Ciò anche, grazie alle numerose attività, appositamente predisposte e realizzate per questo nuovo settore strategico: da un lato, un’intensa e continua collaborazione con i rivenditori (supporto per il marketing, formazione ecc.) e dall’altro, diffondendo sulle sue reti lo spot TV “Radio digitale – La radio del futuro”. Una comunicazione commerciale mirata e semplice, ha permesso, dunque, di far conoscere a numerosi potenziali ascoltatori, i pregi del DAB: più reti della SRG SSR, facilità d’uso, ricezione impeccabile, alta qualità sonora e nessun cambiamento di frequenza. Il DAB è diventato perciò in Svizzera un importante strumento di broadcasting per i programmi radiofonici della SRG SSR e il successo dell’offerta con l’ampliamento di reti attraverso formato DAB+, in collaborazione con le emittenti private, ne sono la riprova. La copertura effettiva del segnale della radio digitale, ha già raggiunto il 90 per cento della popolazione svizzera, una cifra già superiore a quella fatta registrare in passato con l’espansione delle OUC. La SRG SSR inoltre, diffonde tutte le reti digitali, con bouquet diversi per ciascuna regione linguistica (Ticino 10 reti, Svizzera tedesca 12, Svizzera romanda 11). È previsto inoltre, l’ampliamento dell’offerta nella Svizzera tedesca (World Radio Switzerland) e nella Svizzera francese (DRS Musikwelle). Nell’autunno 2009, infatti, nel bouquet svizzero-francese saranno aggiunte DRS Musikwelle e World Radio Switzerland in quello svizzero-tedesco. (Paolo Masneri per NL)
27/03/2009 13:04
 
NOTIZIE CORRELATE
"Con una decisione che segue di poco l'avvio della procedura di parziale switch-off dell'FM in Norvegia, anche la Svizzera annuncia la procedura di revisione del testo dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV), da parte del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC).
Negli Stati Uniti, la radio online è la seconda attività più comune nelle app dei dispositivi mobili con il 15% del tempo speso, seconda solo ai social network con il 29% e più diffusa dei giochi con l’11%.
Siamo al delirio: per (tentare di) risolvere il problema dell'insufficienza delle frequenze per lo sviluppo della radiodiffusione sonora in tecnica digitale terrestre (DAB+), Giacomelli inventa la riassegnazione della banda VHF aprendo la porta ad un ginepraio di ricorsi giudiziari da parte di network provider DTT che nell'ultimo quadrimestre 2016 si sono visti assegnare proprio le frequenze che lui vorrebbe ora ridistribuire.
"Sarà convocato a breve dal Sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli un Tavolo per il rilancio del digitale radiofonico e per il riordino delle frequenze, a sostegno di un comparto mai così innovativo come in questa stagione ma che ha necessità di impulsi positivi per una evoluzione tecnologica e industriale".
Un altro anno è passato e la radio digitale terrestre in Italia (così come in molti altri paesi europei) rimane poco più di un intento. Così, mentre il broadcasting IP sta galoppando un po' ovunque, da noi si assiste alla lotta con armi spuntate per la destinazione del canale 13, considerato come l'illusoria soluzione alla ventennale empasse di una tecnologia che, dopo oltre 30 anni dalla sua presentazione, non è ancora riuscita ad affermarsi.