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Radio Radicale, Butti: la convenzione da 10 mln di euro/annui con lo Stato contrasta con la legge. Per la trasmissione dei lavori parlamentari è sufficiente GR Parlamento
Torniamo dopo qualche giorno sulla vicenda di Radio Radicale, la cui sopravvivenza sarebbe ancora una volta messa a rischio dal possibile mancato rinnovo della convenzione statale da 10 milioni di euro/annui per la ritrasmissione dei lavori parlamentari (servizio già pagato dalla collettività attraverso la tecnicamente malandata RAI GR Parlamento). E' stata infatti pubblicata tra gli atti del Senato l'interrogazione avanzata da Alessio Butti (Popolo della libertà) al Ministro dello Sviluppo Economico, che di seguito riportiamo integralmente.
 
BUTTI. – Al Ministro dello sviluppo economico
Premesso che: 
· l’art. 24 della legge n. 223 del 1990 (cosiddetta «Legge Mammý`») prevede che, ove richiesto dai Presidenti delle Camere, possa essere concessa alla Rai un’ulteriore rete radiofonica (in aggiunta alle tre esercitate in base all’atto di concessione) riservata esclusivamente a trasmissioni dedicate ai lavori parlamentari;
· tale disposizione rimasta inattuata per ben sette anni, fino all’introduzione, nel contratto di servizio tra il Ministero delle comunicazioni e la Rai approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 1997, di una disposizione (articolo 14) che ha impegnato la concessionaria ad avviare il servizio a partire dal 1º gennaio 1998;
· nel frattempo, allo scopo di assicurare comunque il servizio e sulla base di atti di indirizzo parlamentari, era intervenuto l’art. 9 del decreto legge 30 dicembre 1993, n. 558 (primo di una serie di decreti-legge aventi per oggetto il risanamento e il riordino della Rai), che dava incarico al Ministero delle poste e delle telecomunicazioni di stipulare una convenzione triennale con un soggetto gia` concessionario per la radiodiffusione sonora in ambito nazionale;
· la norma veniva ripresentata, con integrazioni e modifiche, nelle successive reiterazioni del provvedimento, sino al decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 540. Anche quest’ultimo decreto, come i precedenti, decadde per mancata conversione in legge entro il termine costituzionale, ma l’articolo 1, comma 3, della legge n. 650 del 1996, di conversione del D.L. 545/1996, fece salvi gli effetti dei provvedimenti adottati sulla base dei decreti-legge reiterati;
· stante la decadenza dei citati decreti-legge, tuttavia, alla scadenza della convenzione (21 novembre 1997) non esistevano fondamenti legislativi per il suo rinnovo;
· Radio radicale ha comunque unilateralmente proseguito la trasmissione delle sedute parlamentari, mentre (il 2 febbraio 1998) la Rai dal canto suo iniziava la trasmissione delle sedute parlamentari (in attuazione dei sopra citati articolo 24, comma 1, legge n. 223 del 1990 ed articolo 14 del contratto di servizio), con la trasmissione Gr parlamento; anche a seguito della presentazione e dell’accoglimento di ordini del giorno sottoscritti da esponenti di piu` Gruppi, fu approvata la legge 11 luglio 1998, n. 224, che ha disposto in via transitoria il rinnovo per un triennio della convenzione, al fine di garantire la continuita` del servizio nell’attesa che una disciplina definitiva dello strumento (convenzione da stipulare a seguito di gara pubblica) fosse adottata nel quadro della riforma generale del sistema delle comunicazioni. l’onere fu quantificato in 11,5 miliardi annui;
· la medesima legge ha previsto, a carico della concessionaria, l’obbligo di applicare ai propri dipendenti i contratti collettivi nazionali di lavoro dei giornalisti e l’obbligo di segnalare, all’inizio e al termine della programmazione dei lavori parlamentari, rispettivamente il termine e l’inizio dei programmi trasmessi in quanto emittente organo di informazione di partito;
· l’articolo 145, comma 20, della legge finanziaria per il 2001 ha autorizzato la spesa di 15 miliardi di lire (circa 7,75 milioni di euro) per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003 per la proroga della convenzione, scaduta il 21 novembre 2000;
· una disposizione di contenuto analogo stata prevista per il triennio 2004-2006 dall’articolo 4, comma 7, della legge finanziaria per il 2004;
· l’art. 1, comma 1242, della legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria per il 2007) autorizza la spesa di 10 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, per la proroga della convenzione tra il Ministero delle comunicazioni e il Centro di produzione Spa, titolare dell’emittente Radio radicale, stipulata ai sensi dell’articolo 1, comma 1 della legge 11 luglio 1998, n. 224, per la trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari,
si chiede di sapere:
se non si ritenga opportuno revocare al piu` presto la convenzione tra il Ministero delle comunicazioni e il Centro di produzione Spa, titolare dell’emittente Radio radicale, palesemente in contrasto con quanto disposto dalla citata legge n. 223 del 1990;
se non si ritenga sufficiente la presenza, come previsto dalla legge, del quarto canale radiofonico della RAI per la trasmissione delle sedute parlamentari ed i relativi approfondimenti.
02/03/2009 16:55
 
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