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RAI e potere. Silvan e la battuta su Berlusconi a Domenica In. Della serie: quanto si può cadere in basso
L’aria che tira in Italia la si percepisce dalle piccole cose. Certo che poi, quando queste piccole cose passano sotto gli occhi, seppur distratti e inebetiti di milioni e milioni di persone, finiscono per non essere poi tanto piccole.

Sono passati due mesi dalla puntata di Domenica In in cui autori e dirigenti Rai hanno dato sfoggio a tutta la loro sottomissione nei confronti del potere politico e, gironzolando su YouTube, abbiamo notato qualcosa che i media tradizionali, giornali, tv e compagnia cantando, avevano oculatamente nascosto con scientifica unanimità. Solo il buon Aldo Grasso aveva lanciato la sua critica contro l’eccesso di zelo mostrato da conduttrice ed autori del contenitore Rai, in uno dei suoi editoriali sul Corsera. Tirava aria di terremoto, quello vero, e a Domenica In, programma popolare per eccellenza, non si parlava d’altro, direttamente o indirettamente, con raccolte fondi e testimonianze dei superstiti. Il solito numero dell’attempato mago Silvan, con i suoi “sin salabin”, il solito pubblico di plaudenti “sciure” ad osservarlo, i soliti milioni d’italiani sonnecchianti davanti ai teleschermi a guardare svogliati. E Lorena Bianchetti, volto giovane, sorridente, da ragazza per bene: non la solita solfa di Baudo e tutto l’ancien regime, tanto per intenderci. Durante un numero di magia per far sparire un anello, Silvan, con in mano la bacchetta magica, suo fidato strumento di lavoro, pronuncia un’innocua, quanto per nulla offensiva, battuta nei confronti del Presidente del Consiglio Berlusconi. “…questa è una bacchetta magica, una bacchetta magica che poi presteremo anche a Berlusconi…”. E Berlusconi ne avrebbe avuto di bisogno in quel periodo per risollevare le popolazioni abruzzesi dall’incubo del terremoto e delle sue conseguenze. Certo, si sa che Berlusconi pensa d’avercela “di serie” la bacchetta magica, anche se spesso e volentieri la realtà si scontra frontalmente con le sue dichiarazioni oracolose, ma evidentemente quella del mago Silvan era una battuta senza secondo fine, quasi d’incoraggiamento per il lavoro dell’esecutivo e del presidente del Consiglio per aiutare i terremotati. Ma la macchina del servizio pubblico entra in tilt, la ragazza-vicina di casa diventa improvvisamente pallida, strabuzza gli occhi, puntando il vecchio Silvan con sguardo posseduto, ai limiti del livore. Poi, fa gesti ai suoi autori, che par di capire sollecitassero una risposta per arginare l’innocuo Silvan, permessosi di nominare invano il nome del premier, di insinuare, davanti a milioni di spettatori, “sciure” e target preferenziale cui attinge il nostro Presidente, che Berlusconi la bacchetta magica non la possiede di suo, ma ne avrebbe bisogno. Un attimo, un attimo, ci penso io appena ne ho l’occasione sembra far capire la Bianchetti. E appena Silvan prende fiato, eccola lì l’invettiva. “La tua battuta era assolutamente personale – ammonisce la giovane conduttrice, serissima, guardando in video, davanti ad un attonito mago Silvan - Colgo l’occasione per ringraziare le istituzioni molto presenti sul campo con grande impegno concreto e tutti i volontari e le persone che stanno dimostrando grande unità. Perdonami, Silvan, è un’osservazione che personalmente volevo fare”. E via agli applausi, convinti, sinceri, quasi commossi del pubblico in sala. Una sorta di “viva la Patria!”, che esalta le coscienze nazionalpopolari. Quella di Lorena Bianchetti è, certo, un’osservazione del tutto “personale”, che sta a dimostrare, come se ce ne fosse bisogno, quanto pericoloso possa essere disturbare il can che dorme, e quanto puntuali, scientifici, studiati a tavolino siano gli strumenti che i lottizzatori della Rai sembrano utilizzare perché questo non accada. Il can che dorme, in questo caso, è costituito dai milioni di italiani inebetiti dalla televisione che, apprendendo come va il mondo dalle sei reti generaliste pubbliche e private, sonnecchiano in uno stato di semi incoscienza, pensando che “va tutto bene madama la marchesa”, che bisogna difendersi solo dai rumeni-stupratori barricandosi in casa e bisogna guardare "i programmi scelti" per capirne di politica... Per il bene comune è meglio che il cane continui a sonnecchiare, perché un brusco risveglio (tentato da Repubblica nelle ultime settimane, potrebbe provocare una rivoluzione. (Giuseppe Colucci per NL)

16/06/2009 13:19
 
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