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Rapporto su “La stampa in Italia”. Editoria. FIEG: si aggrava crisi, cala il budget pubblicità. Consumi in flessione nel 2009, meno recessione nel 2010
(Franco Abruzzo.it) - Nel periodo 2007-2008 il mercato dell'editoria giornalistica ha registrato una fase di ripiegamento in tutte le sue componenti e sul piano pubblicitario è in atto una forte diminuzione degli investimenti. La fase recessiva è prevista in attenuazione soltanto nel 2010. È il quadro delineato dalla Federazione italiana editori giornali nel rapporto su La stampa in Italia presentato oggi. Nel consueto studio annuale, la Fieg indica anche le misure indispensabili per la ripresa: bisogna agire con decisione, sull'esempio della Francia, e mettere in campo una serie di misure come il credito agevolato per accelerare il meccanismo produttivo; ripristinare il credito d'imposta su carta e investimenti per stimolare innovazioni di processo e prodotto; stimolare la crescita della domanda di prodotti editoriali attraverso la promozione della lettura in scuole e famiglie.
 
QUOTIDIANI - I ricavi si sono contratti più velocemente dei costi. Nel 2007 ad una flessione del fatturato editoriale dell'1,4% aveva fatto riscontro un calo molto più contenuto dei costi operativi (-0,8%) con conseguente riduzione del margine operativo lordo aggregato (-7,7%). Nel 2008 per i ricavi operativi c'è stata una flessione del 4,3%, imputabile al calo dei ricavi da pubblicità (-6,0%) e vendite (-2%). Il margine operativo lordo aggregato è diminuito di oltre il 61%, attestandosi intorno al 3% del fatturato editoriale. Le vendite medie a numero hanno fatto registrare nel 2007 e nel 2008 due flessioni dello stesso ammontare (-2%), interrompendo la fase di leggera ripresa che, dopo un quinquennio negativo, si era manifestata nel 2006 (+0,9%). Nel 2008 si può stimare una contrazione degli utili dell'ordine del 30% ed un contemporaneo raddoppio delle perdite. L'utile aggregato dovrebbe pertanto attestarsi intorno a 95-100 milioni di euro, che rappresenta meno della metà del risultato netto dopo le imposte del 2007 (232,4 milioni di euro).
 
PERIODICI - Le stime relative al 2008 indicano una flessione dei ricavi editoriali che hanno interessato in misura pressochè coincidente gli introiti pubblicitari (-5%) e quelli derivanti dalle vendite delle copie (-4,4%). In questo contesto ci sono però periodici mirati su target specifici che nel 2007 sono riusciti a crescere. Tra i settimanali, il gruppo di testate dedicate ai motori (+5,2%), alla salute (+15,7%) mentre si segnala un regressione tra le testate di attualità (-13,2%) e tra quelle femminili (-5,1%). Nel 2008, non solo sono diminuite le vendite in edicola, ma anche gli abbonamenti in misura più accentuata per i settimanali (-6,9% contro il -6,6% dei mensili).
 
PUBBLICITÀ - Nel 2000 i ricavi pubblicitari rappresentavano il 58% del fatturato editoriale dei quotidiani. Nel 2007 - spiega la Fieg - l'incidenza si è ridotta al 49,4%. Dopo l'incremento del 2007 (+3,1%), il mercato pubblicitario ha accusato nel 2008 una flessione del 2,8%. Il calo è culminato nel dicembre 2008: rispetto allo stesso mese 2007, ha fatto registrare una variazione negativa del 10%. Tutti i mezzi hanno sofferto questo andamento, in particolare la stampa. Per i quotidiani il calo, secondo l'Osservatorio Federazione concessionarie di pubblicità (Fcp-Fieg), è stato del 6,2%; per i periodici del 5,9% (-7,3% secondo Nielsen). La quota di mercato dei mezzi stampati è così scesa del 35,2% del 2007 al 33,6% del 2008. Tutte le tipologie di pubblicità dei quotidiani hanno accusato battute d'arresto, inclusa quella commerciale locale (-0,8%) che era l'unico segmento di mercato a mostrare una capacità di tenuta. Ma a preoccupare è, soprattutto, conclude il rapporto Fieg, il calo della commerciale nazionale (-9,5%) che rappresenta il bacino dal quale i quotidiani hanno attinto le maggiori risorse.(ANSA).
 
EDITORIA. FIEG: NORME OBSOLETE E SBILANCIATE A FAVORE TV
 
Roma, 16 aprile 2009. «La carta stampata risente di un talora anacronistico e sfavorevole assetto regolatorio» e di una struttura del mercato pubblicitario «fortemente squilibrata a favore della televisione»: sono alcune delle criticità individuate dal presidente della Federazione italiana editori giornali, Carlo Malinconico. La stampa, ha sottolineato Malinconico, «non può cogliere tutte le potenzialità che ancora conserva, perchè si muove in un contesto normativo ormai obsoleto e sbilanciato a favore della televisione. Per non parlare di internet, che si alimenta dell'assenza di regolazione e dell'appropriazione dei contenuti editoriali altrui. L'impianto di base della legge di riferimento dell'editoria risale ormai a quasi trent'anni fa (è del 5 agosto 1981): secoli per la velocità dei mezzi di comunicazione e per l'evoluzione tecnologica!». Inoltre, ha detto ancora il presidente della Fieg, «la rete distributiva non è informatizzata e ciò non consente le efficienze necessarie. Contribuisce all'abnorme fenomeno delle rese e dei costi che vi sono connessi. Non garantisce una buona promozione del prodotto». (ANSA).
 
EDITORIA. FIEG: NEL 2008 PERDITE dei QUOTIDIANI +100%; UTILI -30%. CIFRE IN PEGGIORAMENTO NEL 2009 CON il CALO del 25% della PUBBLICITÀ.
 
Roma, 16 aprile 2009. Dal rapporto sulla stampa in Italia 2006-2008, presentato oggi dalla Federazione italiana editori giornali, emergono, tra l'altro, per il 2008 un aumento delle perdite del 100% e una contrazione degli utili del 30% per i quotidiani. Numeri destinati a peggiorare nel 2009, in particolare per effetto della crisi degli investimenti pubblicitari. È il quadro allarmante tracciato dal presidente della Fieg, Carlo Malinconico, intervenuto oggi all'assemblea pubblica della Federazione. «Per il complesso delle società editrici di quotidiani nel 2008, quando la crisi ancora non aveva dispiegato i suoi terribili effetti», ha sottolineato Malinconico, si rileva «un aumento delle perdite del 100% ed una contrazione degli utili del 30%. È facile prevedere che i numeri peggioreranno ulteriormente nel 2009 se solo consideriamo che gli investimenti pubblicitari sui quotidiani nei primi due mesi di quest'anno sono diminuiti in media del 25%, con punte anche del 60% in alcuni giornali locali. Per i periodici - ha detto ancora - il quadro non è significativamente diverso». In media, ha spiegato ancora il presidente della Fieg, «il fatturato editoriale del 2008 ha fatto registrare un calo del 3,3% rispetto al 2007». La componente dei ricavi che ha mostrato segnali di maggiore debolezza è stata la pubblicità, calata nell'anno «del 3,8%», con un trend che si è andato progressivamente aggravando. Quanto ai ricavi da diffusione delle copie, «la flessione media annua è stata del 2,8%». E ancora il margine operativo lordo «ha fatto registrare una flessione del 48% nel 2008 rispetto al 2007» e l'utile operativo ha registrato un «-51,9%». Risultato complessivo è stata «una forte contrazione dell'utile netto».(ANSA).
 
EDITORIA: FIEG, SERVE LEGGE DI SISTEMA, BENE STATI GENERALI
 
Roma, 16 aprile 2009. Per permettere all'editoria di affrontare le sfide future, «occorrono interventi di sistema, tanto più che di una legge di riforma dell'editoria si parla da tempo ma senza che i governi che si sono susseguiti siano riusciti a portare a termine il disegno riformatore». È un passaggio dell'intervento del presidente della Federazione italiana editori giornali, Carlo Malinconico, all'assemblea pubblica della Fieg. Presenti in sala i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti e il nuovo capo del Dipartimento editoria Elisa Grande. «Ecco perchè - ha spiegato ancora Malinconico - gli editori hanno salutato con grande interesse la preannunciata indizione degli Stati generali dell'editoria, che affrontino, seguendo il riuscito modello transalpino, la generalità dei problemi dell'editoria: da quelli economici delle imprese» a «quelli sociali». La Fieg auspica perciò che «l'iniziativa del sottosegretario Bonaiuti abbia successo e che possa portare, attraverso la costituzione di gruppi di lavoro e la raccolta di proposte e di materiale, alla formazione di un panorama completo per il legislatore». Anzi, chiede che «sia questo il modo di legiferare su un tema così complesso e non si insista più con iniziative episodiche che rischiano di aggravare la confusione e l'inefficienza regolatorie». Malinconico ha anche ricordato che gli stati generali dell'editoria in Francia «sono stati accompagnati da un aumento del sostegno pubblico al settore valutabile in circa 200 milioni di euro all'anno per i prossimi tre anni».(ANSA).
 
EDITORIA. FIEG: MISURE URGENTI O IMPRESE NON SOPRAVVIVONO. APPELLO DEL PRESIDENTE MALINCONICO A GOVERNO E PARLAMENTO
 
Roma, 16 aprile 2009. Parlamento e governo valutino «in tutta la sua gravità la crisi» che sta attraversando l'editoria e adottino misure «prioritarie e urgenti di rilancio del settore»: è l'appello lanciato oggi dal presidente della Federazione italiana editori giornali (Fieg), Carlo Malinconico. Nell'attuale contesto, ha sottolineato, «le imprese non possono sopravvivere» ,«nè essere pronte a riprendere a pieno regime l'attività quando si avvierà la ripresa». Nella ricetta suggerita da Malinconico, in occasione dell'assemblea pubblica della Fieg, hanno carattere prioritario «gli interventi per rendere effettivo il quadro degli ammortizzatori sociali» anche «in situazioni di crisi prospettica». Ma sono anche necessarie «misure di carattere anticongiunturale, da disporre in via d'urgenza e per un periodo sufficiente a superare l'emergenza», cioè «almeno due anni». Questi gli interventi indicati dal presidente della Fieg: «la reintroduzione del credito d'imposta per l'acquisto (o il consumo) della carta»; «la previsione, sulla scorta dell'esperienza di alcuni Paesi europei, di un'ulteriore riduzione dell'aliquota agevolata per l'Iva per il comparto dell'editoria»; «la detassazione degli utili reinvestiti in misura incrementale rispetto all'anno precedente in campagne pubblicitarie e in iniziative di promozione della lettura»; «l'esclusione del costo del lavoro giornalistico dal calcolo della base imponibile ai fini Irap»; «un compiuto sistema di responsabilità e sanzioni per assicurare il rispetto delle disposizioni in materia di pubblicità istituzionale sulla carta stampata, disposizioni secondo cui il 60% (fino al 2012, il 50% dal 2013) della spesa per acquisti di spazi pubblicitari deve essere destinata alla stampa».(ANSA).
 
CONTRATTO. FIEG: TIENE CONTO della FLESSIBILITÀ. BENE ANCHE INTESA SU AMMORTIZZATORI SOCIALI
 
Roma, 16 aprile 2009. Lo schema di contratto dei giornalisti, siglato da Federazione nazionale della stampa e Federazione italiana editori giornali, «tiene conto delle esigenze di flessibilità organizzativa necessarie alle imprese per adeguarsi al mutato quadro operativo». Lo ha sottolineato il presidente della Fieg, Carlo Malinconico, nel suo intervento all'assemblea pubblica della Federazione. «Occorre dare atto alle parti, che si sono duramente confrontate - ha detto Malinconico - di avere affrontato tutti i temi sul tappeto con senso di grande responsabilità, contribuendo ciascuna in modo determinante all'andamento positivo della trattativa, con sacrifici spesso dolorosi». «Così come, del resto, di grande responsabilità e stata la scelta di affrontare in modo concordato anche il tema degli ammortizzatori sociali - ha aggiunto -, scelta auspicata dallo stesso ministro Sacconi negli incontri del 5 marzo, convocati dal sottosegretario Bonaiuti separatamente con le due parti». L'intesa sugli ammortizzatori sociali «consente al settore editoriale una gestione condivisa degli strumenti di governo delle eccedenze di personale - ha detto Malinconico - e di coniugare la necessità delle imprese di contenere i costi con quella dei giornalisti di mantenere un reddito pur in occasione delle fasi di ristrutturazione e riorganizzazione delle loro aziende». (ANSA).
 
GIORNALISTI. FIEG: GRANDE RESPONSABILITÀ DELLE PARTI PER RINNOVO del CONTRATTO.
 
Roma, 16 aprile 2009. «Occorre dare atto alle parti, che si sono duramente confrontate, di avere affrontato tutti i temi sul tappeto con grande senso di responsabilità, contribuendo -ciascuna in modo determinante- all'andamento positivo della trattativa, con sacrifici spesso dolorosi». Il presidente della Fieg, Federazione italiana editori giornali, Carlo Malinconico, commenta così la sigla dello schema di contratto siglato nei giorni scorsi con la Fnsi. Il contratto, secondo il presidente della Fieg, «tiene conto delle esigenze di flessibilità organizzativa necessarie alle imprese per adeguarsi al mutato quadro operativo. Il contratto è uno strumento importante e necessario, ma non sufficiente per affrontare una crisi di così vaste dimensioni e di così stratificata natura. Occorrono mezzi di accompagnamento che solo il Governo è in grado di precostituire -continua Malinconico- sia pure sulla base di strumenti condivisi dalle parti sociali. La positiva evoluzione della disciplina degli ammortizzatori sociali ha costituito una premessa indispensabile per il progresso nelle trattative per il rinnovo del contratto». (Adnkronos)
 
EDITORIA: BONAIUTI, LIMITE INSUPERABILE 20 MLN EURO PER AMMORTIZZATORI = SALVAGUARDARE I POSTI DI LAVORO
 
Roma, 16 aprile 2009. «Siamo disponibili fin da oggi per regolamentare l'uso degli ammortizzatori sociali per i giornalisti, ma il limite dei 20 milioni di euro è insuperabile perchè si tratta già di un intervento davvero straordinario». Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria, Paolo Bonaiuti, lo dice intervenendo all'assemblea della Fieg. «Facciamo notare ad editori e giornalisti -prosegue- che questo sarà l'unico settore a beneficiare di questa misura di prepensionamento. Si tratta di uno sforzo straordinario fatto dal governo. Bisogna utilizzare bene queste risorse che proteggono chi perde il posto di lavoro, ma le aziende devono mantenere il più possibile i posti di lavoro per essere pronte in occasione della ripresa economica». Bonaiuti, inoltre sottolinea che una volta messo a punto il regolamento per gli ammortizzatori sociali, «si dovrà pensare al futuro con l'istituzione degli stati generali dell'editoria, che è un'idea che il governo vuole perseguire con fermezza. Sarà necessario un regolamento per il settore in grado di contenere i costi e stabilire una riduzione dei fondi per l'editoria, compatibilmente agli altri settori. Il principio da cui prenderemo spunto è quello dell'esperienza francese, anche se dovremo applicarla alla nostra tipologia. Dovremo discutere prima per settori e poi fare una sintesi generale in vista di una legge per l'editoria che abbia il favore di tutti». (Adnkronos)
 
EDITORIA. BONAIUTI: PARTITA PIÙ URGENTE SONO POSTI DI LAVORO
 
Roma, 16 aprile 2009. Nel suo intervento all'Assemblea della Fieg, Bonaiuti ha fatto notare a giornalisti ed editori che l'editoria «è l'unico settore che potrà godere di queste forme di prepensionamento. Il governo - ha ribadito - ha fatto uno sforzo straordinario: ora si tratta di usare bene queste risorse, sia per proteggere chi perde il lavoro, ma anche per mettere le imprese nelle condizioni migliori per affrontare la ripresa, quando inizierà». Il sottosegretario ha aggiunto anche che «bisogna trovare forme innovative di intervento e di ripartizione degli aggravi fra aziende, giornalisti e governo, per cercare di mantenere il più possibile i posti di lavoro». (ANSA).
 
EDITORIA. BONAIUTI: STATI GENERALI E, POI LEGGE CONDIVISA.
 
Roma, 16 aprile 2009. Una volta definita la partita degli ammortizzatori sociali nell’editoria, il governo punta a convocare gli Stati generali del settore e poi a varare una legge di riforma condivisa: lo ha ribadito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, che ha partecipato questa mattina all’assemblea annuale della Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg). “Gli Stati generali sono un obiettivo che intendo perseguire con fermezza”, ha spiegato Bonaiuti sottolineando che l’iniziativa “prenderà spunto dall’esperienza francese ma avrà una declinazione tutta italiana e si baserà su studi relativi al settore nel nostro paese. L’obiettivo - ha detto - é coinvolgere in una discussione pubblica tutti i soggetti interessati e poi varare una legge di sistema condivisa, che non trovi gli ostacoli che fermarono il disegno di legge che portava il mio nome”. Il governo, che si è “già mosso dando un regolamento al settore, che servirà per incanalare correttamente i fondi per l’Editoria, che hanno subito una riduzione come tutti gli altri comparti”, pensa anche a un Testo Unico: “Stiamo valutando - ha spiegato Bonaiuti - di fare un sforzo per mettere insieme la normativa di settore in un testo più compendiato, sempre in base ai principi della semplificazione”. (ANSA).
16/04/2009 12:57
 
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