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Senegal. Il format tv di successo si chiama Visa Teranga. Ed è girato anche in Italia.
Radio Television Senegalaise (RTS) comunica con i connazionali all’estero attraverso la tv. Con il programma “Passaporto accoglienza” gli immigrati nel vecchio continente si raccontano ad intere famiglie locali che attendono il sabato pomeriggio per guardare insieme figli e nipoti alla conquista del mondo occidentale.
 
L’ha inventato Alioune Ndiaye, ex vu-cumprà casertano. Ora Visa Teranga è il format di successo della tv senegalese e Ndiaye uno dei più popolari reporter del suo paese natale. “Passaporto accoglienza”, questa la traduzione dal dialetto locale wolof, è la trasmissione che in Senegal spopola tutti i sabato pomeriggio, quando intere famiglie, alle 16.00 in punto, si sistemano comode di fronte alla televisione desiderose di ricevere buone notizie dai propri connazionali sparsi in occidente. Succede anche in Italia dove la grossa comunità senegalese presente nei pressi di Brescia cerca dal 2003 di raccontare la storia dei lavoratori immigrati nell’intento di mostrare ai propri cari le condizioni nelle quali amici e parenti si sono catapultati. Un format di successo nel paese d’origine, ma non sempre apprezzato dai connazionali all’estero che durante i primi passi di Visa Teranga hanno tentato l’aggressione sul giornalista Ndiaye perché indispettiti di fronte alla possibilità di mostrare la miseria nella quale alcuni di loro sono finiti. Ma lo staff di RTS Live non si è mai arreso e ancora oggi proseguono interviste e servizi speciali, portando un po’ di Europa all’interno delle case senegalesi. Audience e ruolo culturale conquistati durante gli anni non sono però stati sufficienti per trovare finanziamenti a sostegno della programmazione. Ogni puntata di Visa Teranga costa dalle 1.000 alle 1.400 euro, ma RTS paga solo il costo del materiale. Viaggi e spostamenti sono coperti il più delle volte dalle associazioni ospitanti nei diversi paesi in cui si muove solitamente la troupe televisiva (attualmente i viaggi sono limitati a Italia, Francia, Spagna e Portogallo). Solo Frontex, agenzia dell’Unione europea per la gestione cooperativa delle frontiere esterne, ha creduto tanto in “Passaporto accoglienza” da sponsorizzarne parte della programmazione. Ma i giornalisti senegalesi non si arrendono. Anzi, guardano a Visa Teranga come un’ottima opportunità per crescere nella speranza (forse) di raggiungere nuove frontiere e nuovi paese anche solo nel contesto europeo. (Marco Menoncello per NL)
 
 
 
03/03/2009 08:36