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Social e privacy: la guerra all’evasione corre anche sul web. GdF a caccia su Facebook

Dalla Guardia di Finanza controlli a tappeto anche sulle pagine di Facebook o di altri social network, dalle quali i militari potranno desumere tenori di vita e capacità d’acquisto che rivelano un’incompatibilità di fondo con quanto dichiarato e pagato all’erario.
Come sui siti della cosiddetta “sharing economy”, per esempio l’offerta online di case vacanze da parte di privati. Nell’occhio della Gdf gli ingredienti più papabili: evasione fiscale, riciclaggio di proventi illeciti, finanziamento al terrorismo, contraffazione e pirateria audiovisiva. Le Fiamme gialle hanno dato vita recentemente a una vera e propria task force di uomini dediti a un “sistematico, strutturato e permanente monitoraggio della rete, con l’obiettivo di individuare tracce di fenomeni di illegalità economico-finanziaria commessa sfruttando il web”: a dichiararlo il comandante generale del Corpo, Giorgio Toschi, nell’audizione presso la commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria. Ma i militari del fisco non svolgeranno il tutto in solitario. Ad affiancarli vi sono anche alcuni applicativi informatici, come quello predisposto per la stagione estiva, che ha consentito di estrarre i dati di interesse presenti su alcuni siti intermediazione di case vacanze, per poi incrociare questi elementi con le banche dati degli enti locali e con i redditi dichiarati dai locatori. Una nuova tipologia di indagine che ha già portato i primi risultati, come ad esempio l’operazione “Venice Journey”, condotta dal Comando provinciale della laguna. A finire nel mirino sono stati i gestori di oltre 100 appartamenti a scopi turistici, totalmente sconosciuti all’erario e alla banca dati municipale sull’imposta di soggiorno, con il recupero a tassazione di 2 mln di euro ai fini delle imposte sui redditi e di 200mila euro di Iva evasa. Il mercato straripante delle case vacanze non è tuttavia l’unico ostacolo su cui si sta concentrando la Gdf. Occhi puntati pure su siti specializzati nell’offrire pacchetti completi di evasione o elusione fiscale, anche tramite l’utilizzo di strutture giuridiche complesse. “La priorità è rappresentata dal rinvenimento delle offerte di servizi di studi legali, società o altri enti, finalizzate alla costituzione di trust, shell companies o altre entità finanziarie offshore”, prosegue Toschi, “alla realizzazione di investimenti volti a garantire ‘protezione’ a redditi o a patrimoni, nonché a proporre pianificazioni fiscali aggressive e a favorire l’occultamento dell’origine e della provenienza dei flussi finanziari”. Nel corso dell’audizione sono stati sottoposti i dati aggiornati relativi alle attività di prevenzione e contrasto dell’evasione per l’anno in corso. Fioccano i ravvedimenti sulle violazioni fiscali già formalizzate a seguito di un controllo della Gdf. Nei primi sei mesi dell’anno 2016 le regolarizzazioni spontanee dei contribuenti dopo la constatazione delle irregolarità tramite il pvc sono aumentate del 50%. Con la riforma del ravvedimento operoso operata dalla legge di stabilità 2015, difatti, il legislatore ha offerto a cittadini e imprese la possibilità di regolarizzare in maniera autonoma le violazioni anche dopo la costatazione da parte dei verificatori. Misura che comporta il versamento di una sanzione pari a 1/5 del minimo. Contemporaneamente, a partire dagli atti notificati nel 2016 sono stati abrogati gli istituti dell’adesione ai pvc e agli inviti a comparire, che consentivano invece a riduzione a 1/6. Novità che, secondo i dati forniti in audizione dalla Gdf, sta prendendo sempre più piede tra i contribuenti, anche perché rispetto ai precedenti istituti, consente la definizione parziale del processo verbale, pagando solo per i rilievi che si ritengono fondati. Toschi ha insistito nuovamente sulla necessità di dotare il Corpo di un più ampio accesso ai dati che affluiscono nei database dell’amministrazione finanziaria: saldi e movimentazioni dell’Archivio rapporti, snellimento delle procedure per l’attivazione delle indagini finanziarie e consultazione delle informazioni finanziarie riguardanti i conti correnti detenuti all’estero da contribuenti residenti. (S.F. per NL)
17/10/2016 10:16
 
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