Home
HomeRedazioneS.I.T.Archivio Newsletter NLArchivio S.I.T.PubblicitàLink utiliContatti
 
Notizie EditoriaNotizie Giurisprudenza e NormativaNotizie Radio e TVNotizie WebNotizie VarieRaccolta EditorialiSpeciali NL
Tv. Bondi rilancia, rete RAI senza spot per cultura
(AGI) - Una tv senza spot: solo cosi' si puo' fare cultura. In una lettera a 'Libero' il ministro della Cultura, Sandro Bondi, replica al quotidiano di Feltri e rilancia la sua proposta di dedicare una rete pubblica "alla cultura e alla qualita'". Chiedere ai vertice della Rai di svincolare una rete dal sistema di rivelazione dell'auditel e della pubblicita', scrive Bondi, "permetterebbe di difendere la nostra identita' culturale dove essa e' piu' vilipesa". Certo, ammette, "so bene che la pubblicita' domina il mercato televisivo e che le trasmissioni di interesse culturale finiscono per essere trasmesse in ore impossibili" ma "a maggior ragione la mia proposta e' un tentativo di risalire la china che ha ridotto la cultura (televisiva) a ben poca cosa". E aggiunge: "Un canale veramente libero, culturalmente indipendente, ritengo che aumenterebbe la possibilita' dei giovani, delle generazioni emergenti di formarsi senza fare propria una filosofia negativa della vita che contribuisce al declino dell'Europa di fronte all'esplosiva espansione economica e demografica di popoli di altri continenti". Con l'arrivo del digitale e con la competizione "sempre piu' pressante" del satellite, insiste Bondi, "ipotizzare un nuovo corso per la Rai non e' solo auspicabile ma doveroso". E ribadisce che "o si tratta di una televisione commerciale che da' soltanto quello che richiede il mercato, oppure e' un organismo pubblico che offre anzitutto un servizio pubblico". Quello piu' importante? "Contribuire, con l'aiuto della cultura, a informare gli abitanti di questo paese, come sommessamente ha indicato anche Dario Franceschini", con cui si augura di "costruire un dialogo proficuo per il paese" proprio in nome della cultura.
14/03/2009 08:28
 
NOTIZIE CORRELATE
“Siamo delusi dall’intervento del Direttore Generale in Commissione Parlamentare di Vigilanza sul tema della Convezione di Servizio Pubblico. Ci saremmo aspettati un intervento con dati alla mano: entrate 2016, previsione entrate 2017 e 2018 e relativo progetto industriale”.
Intrattenimento in day time e talk show incentrati su casi di cronaca? Il direttore generare Rai Antonio Campo Dall’Orto potrebbe dire “Non parliamone più”, parafrasando il titolo della trasmissione di Rai Uno (Parliamone sabato) recentemente chiusa per le polemiche su uno dei suoi approfondimenti.
“Il ministero dello Sviluppo Economico assegna alla concessionaria la capacità trasmissiva necessaria”: questo è quanto si legge, secondo Repubblica, all’articolo 7 della bozza di provvedimento in studio al Consiglio dei Ministri per la concessione del servizio pubblico alla RAI.
Il Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha espresso “Soddisfazione per la nuova concessione che si attendeva da più di vent’anni. Si tratta di un testo fortemente innovativo sotto molteplici aspetti a cominciare dalla previsione di un nuovo piano editoriale e caratterizzato dalla separazione delle attività di servizio pubblico rispetto a quelle di mercato. Il nuovo modello concessorio permetterà di realizzare un uso più efficiente delle risorse, un miglioramento del servizio e la razionalizzazione degli assetti industriali e finanziari.”
Sabato 4 marzo, l’Agenzia delle Entrate, rispondendo ad alcune domande poste dall’Unione nazionale dei consumatori (UNC), ha dichiarato che per chi ha erroneamente pagato due volte il canone RAI, nell’arco del 2016, può richiedere il rimborso tramite l’apposito modulo scaricabile dal sito dell’agenzia.