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Tv. Euronews, l'informazione in otto lingue (per ora)
(ADUC) - "Benvenuti nella nostra torre di Babele", saluta il neo direttore di Euronews, appena arrivato dalla Romania. Lucian Sarb, che poche settimana fa lavorava ancora per una rete privata di Bucarest, oggi e' alla testa di una delle maggiori redazioni d'Europa -185 giornalisti di 22 nazionalita', residenti a Ecully, vicino a Lione. La sfida e' quella d'offrire ai telespettatori di tutto il mondo un'informazione identica in otto lingue negli stessi orari e con un punto di vista europeo. Notiziari di dieci minuti ogni mezz'ora, tutte immagini, la priorita' ai fatti. Il modello risale al 1993, con la nascita della Rete. Oggi le lingue sono: francese, inglese, italiano, tedesco, spagnolo, portoghese, russo e arabo. I giornalisti lavorano sullo stesso tema e le stesse immagini, che commentano nelle rispettive lingue. "Non si tratta di traduzioni, ma di veri commenti giornalistici rivolti a pubblici differenti", insiste Gardenia Trezzini, redattrice capo. "Euronews e' un canale senza uguali e senza ego", sorride il PDG Philippe Cayla. Nei prossimi mesi ampliera' gli ascolti con l'arrivo di nuove lingue (turco, ucraino, armeno, greco e magari farsi).
01/06/2009 14:19
 
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La tutela della libertà di espressione passa anche dalla commisurazione della sanzione pecuniaria inflitta ai giornalisti condannati al risarcimento.
Il network americano Nbc ha acquistato il 25% di Euronews per 30 milioni di dollari. L’accordo ha avuto il via libera anche della Commissione Europea che finanzia il canale francese, il cui capitale è suddiviso tra 21 reti pubbliche tra le quali la stessa Rai.
Nello scorso mese di novembre non tutti i siti d’informazione italiani hanno ottenuto risultati positivi. Rispetto al mese precedente, Repubblica segnala una crescita di utenti del 4% per un totale di 1,56 milioni, a differenza del Corriere della Sera che con 1,08 milioni non registra sensibili variazioni (+0,1%) e della Stampa che accusa un pesante calo del 14,3%.
Il mutevole evolversi della coscienza sociale e il proliferare di mezzi di comunicazione di massa (tra cui anche quelli telematici) pongono il problema concernente l'individuazione del ruolo dell’informazione e dei limiti di liceità della stessa, ove potenzialmente lesive della reputazione altrui, nel contemperamento dei diritti del singolo alla diffusione di notizie che, seppur veritiere, potrebbero mettere in pericolo il valore dell’onore, tutelato dalla Carta Costituzionale, e dell’interesse pubblico alla diffusione di notizie di rilevanza pubblica.
Come noto, ai sensi del c. 1 dell’art. 1 della L. 62/2001, per “prodotto editoriale” si intende “il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici”.