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Tv, Raitre: torna Report. Una delle prossime puntate dedicate al pasticcio italiano delle frequenze tv
Non siamo i soli a pensare che col digitale probabilmente tutto cambierà per non modificare nulla. Almeno quanto ad assetti consolidati. La nota ed apprezzata trasmissione di inchiesta di Milena Gabanelli, tornata in onda su Raitre, ha infatti in preventivo una puntata, che si preannuncia scottante, "dedicata alle norme che regolano la tv, dal far west dell'etere al primo decreto Craxi, le leggi Mammì, Maccanico e Gasparri. Un piano frequenze mai applicato e una concessione ad una tv, Europa 7, mai assegnata. Un monopolio pubblico e privato che rischia di riprodursi malgrado l’imminente arrivo del digitale", si legge sul sito RAI. La trasmissione in questione potrebbe essere quella programmata domenica 22 marzo.
 
16/03/2009 22:15
 
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Sulle vicende di Europa 7, rete nazionale comparsa dal nulla nel 1999, quando ottenne il titolo concessorio - caso unico in Italia - in assenza di frequenze su cui trasmettere (non essendo figlia del censimento del 1990), ci siamo a lunghi dibattuti su queste pagine.
"Una smentita è una notizia data due volte" (G. Andreotti). Successivamente alla pubblicazione dello svarione in cui era incorsa la trasmissione Report di Raitre, che aveva denunciato la presenza di impianti radiotelevisivi abusivi "a scrocco" su una torre storica di Verona (Massimiliana) di proprietà del demanio, "dimenticandosi" che tra questi ve ne era anche uno della RAI, è stata presentata da quattro parlamentari di Fare un'interrogazione parlamentare sulla vicenda.
Brutto scivolone d'immagine per la trasmissione di Raitre, Report: dopo aver scoperto e documentato la vergognosa utilizzazione di un bene demaniale di valore storico quale la Torre Massimiliana di Via S. Giuliana 4 a Verona (cd. area Torricelle) per fini radioelettrici ed aver tacciato di abusivismo gli operatori rtv che lì hanno le antenne, messa davanti al fatto che pure RAI ha impianti in loco, prima glissa e poi si giustifica "all'italiana".
Lascia perplessi il nuovo Piano frequenze approvato da Agcom con la delibera 402/15/CONS. La maggior parte degli operatori interpellati da questo periodico lo ritiene mero fumo negli occhi, posto che molte delle frequenze sono inutilizzabili per banda di allocazione, direzionalità del parco antenne ricevente oppure per imminente liberazione per far posto allas banda larga mobile (lTE).
Il caso Europa 7 tiene ancora banco, almeno nelle aule giudiziarie. Se l'infatti il network romano sta vivendo una situazione difficilissima sul piano economico, con la rete di diffusione in default, la UE ha rilevato come il nostro paese non abbia ancora risolto la vicenda che la coinvolge da 15 anni.